Un dipendente di un ufficio giudiziario del distretto di Napoli è indagato nell'inchiesta avviata dalla procura di Monza sulla vicenda Boffo-Feltri. Nei confronti dell'uomo ipotizzato il reato di accesso abusivo al sistema informatico. L'inchiesta, affidata al pm Caterina Trentini, circa un mese fa è stata trasmessa alla procura di Napoli per competenza territoriale. Dell'iscrizione nel registro degli indagati del dipendente della Giustizia e della trasmissione degli atti se ne è saputo però solo oggi. Il documento pubblicato alla fine dello scorso agosto sulle pagine de Il Giornale diretto da Vittorio Feltri, secondo l'inchiesta, sarebbe probabilmente il risultato di un fotomontaggio: il casellario giudiziario sarebbe vero nella sostanza (relativa al patteggiamento di Boffo al tribunale di Terni) ma non nella forma in quanto il modo in cui è stato redatto non corrisponde a quello di un autentico casellario giudiziario.
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venerdì 30 aprile 2010
Boffo-Feltri, mica è finita
Pare ci siano altre novità. Da Napoli. E da dove se no?
martedì 20 aprile 2010
E diciamolo subito
Già deve fare una certa impressione passare da Javier Bardem a Michele Cucuzza. Ma alle 9.10 di oggi, dentro lo studio Rai di Unomattina, al premio Oscar Alejandro Amenàbar è successo di più. Seduto sulla sua poltroncina da super ospite che stava lì a presentare il film Agorà, sulla vita di Ipazia, che con grande ritardo arriva in Italia perché nessuno aveva comprato i diritti (in Spagna è uscito a ottobre); il povero Amenàbar ha avuto un brivido dietro la schiena che non ti viene neppure vedendo The Others, quando ha sentito che Cucuzza cominciava la sua chiacchierata con la frase, Diciamo subito che non si tratta di un film contro la chiesa.
martedì 6 aprile 2010
giovedì 5 novembre 2009
Spostare lo sguardo
Tra le tante cose lette in giro sulla presenza del crocifisso in aula, quella in cui maggiormente mi specchio è stata scritta poco fa da Akille, che cerca di sforzarsi per ricordare se a suo tempo, nella sua scuola, il crocefisso ci fosse o no.
di certo non c'era la palestra
mercoledì 24 giugno 2009
Il gossip al tempo dei Tudor
Così scrive oggi Libero, titolando Il Vaticano svela i segreti del divorzio di Enrico VIII.Divorzio per lettera? Non è un'idea dei nostri giorni né un atto originale della signora Veronica Lario
Il riferimento è a un documento del 1530 custodito nell'Archivio segreto, una pergamena con cui 83 fra nobili e alti prelati d'Inghilterra chiedevano al papa il divorzio tra Enrico e Caterina.
Mi sbaglierò. Ma la cosa più interessante è che ora il Vaticano mette in vendita 200 perfette riproduzioni fac-simile (lo dice Libero a cui lo dice padre Michel Chappin dell'Archivio) del segretissimo documento, al prezzo di 50 mila euro. L'una.
Totale: 10 milioni di euro. Altro che Antonello Zappadu.
lunedì 11 maggio 2009
Anche i manifesti sono una tentazione
Nel corso di un G2 telefonico sul tema pubblicità choc - tenuto ieri sera con Buildo, anzi l'autorevole Buildo - siamo stati profondamente toccati dal ricordo di un torbido manifesto che tempo fa attentava in modo chiaro e pericoloso alla dignità dei bambini.In Canada effettivamente scatenò deviazioni di un certo tipo
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sabato 9 maggio 2009
Se un manichino è una tentazione
Se un'azienda produce cucine, si farà pubblicità mostrando le sue cucine. Se una ditta vende orologi, si farà pubblicità mostrando i suoi orologi. Non sempre. Se un'azienda produce un amaro, a volte si fa pubblicità mostrando un veterinario. L'alternativa ai veterinari è in genere un corpo di donna.Per esempio. Capita che una compagnia di navigazione, faccia pubblicità a una nuova rotta mostrando dei seni nudi. Come Ttt Lines un annetto fa per il collegamento Napoli-Catania. Se non ricordo male, lo slogan era una cosa tipo Il Vesuvio e l'Etna non sono mai stati così vicini. Vulcani, faraglioni, seni di donna, capito no? Ci sono dei creativi in giro.
Peraltro, proprio in queste ore, Ttt Lines ci riprova - sempre a Napoli - con uno spartito simile. Mostra le sue navi, un po' di signorine di spalle e la butta lì: abbiamo le poppe più famose d'Italia. Loro. I creativi.Bon (dissi atteggiandomi a Baricco): il punto non è questo. La cosa c'entra: ma il punto non è esattamente questo. Se un'azienda produce auto, si farà pubblicità mostrando le sue auto. Ma se un'azienda produce manichini, cosa deve mostrare?
Scartando l'idea di mostrare impropriamente una donna nuda, alla ditta Geg Centovetrine di San Giuseppe Vesuviano pensavano che in quanto produttori di manichini, avrebbero dovuto farsi pubblicità mostrando il loro prodotto. Dei manichini. E l'hanno fatto. Così:

Guardatelo di nuovo.

Problemi? Pare di sì.Sarebbe stato meglio scegliere i seni o le poppe della Ttt Lines. Non se ne sarebbe accorto nessuno. Invece sono finiti nella rete delle sensibilità ferite. Come successe a febbraio per il caso dei cartelloni pubblicitari della Relish (qui il dibattito dell'epoca via decidiamoinsieme)...
... o a fine marzo per "Sacred Love", l'opera di Sebastiano Deva esposta al Pan: un crocefisso avvolto in un condom...

... che il sindaco Iervolino ordinò di rimuovere, con tutto quello che ne venne dopo.
Adesso siamo a tre. Rimossi pure i manichini. Volete sapere perché?
Il caso nasce da alcune telefonate alla curia. Di chi, non si sa. La curia si fa sentire.
L’immagine richiama esplicitamente ai bambini e può essere un chiaro invito alla pedofilia [dice don Gaetano Romano, direttore Caritas diocesana di Napoli]Eeeh? Pedofilia? Con dei manichini? Aspetta, aspetta. Approfondisco. Voglio leggere altro.
Mi chiedo perché non rifarsi ad immagini di natura: laghi, fiumi, distese di praterie come si faceva una volta che inducono a pensieri più elevati e più puliti?Personalmente non mi sento proprio indotto a pensieri né bassi né torbidi da quattro o cinque manichini. Non so voi.
Perché bisognerebbe fare pubblicità a un'azienda che produce manichini con immagini di laghi, fiumi e distese di praterie? Quando nei laghi, nei fiumi e nelle distese di praterie della Campania scaricavano rifiuti tossici, voi la Chiesa l'avete sentita?
E' intervenuta anche lei. La Iervolino.
Proprio per i minori esiste una tutela speciale che obbliga addirittura ad oscurarne il viso in caso di pubblicazioni sulla stampa.Mi dico. Starà forse parlando di Casini. Dei manifesti elettorali di Casini.
No. La Iervolino parlava dei manichini.
So benissimo che si tratta di manichini, ma ciò non toglie che la dignità dei bambini ne risulti offesa.Ma quale mente può immaginare che un manifesto con quattro o cinque manichini completamente nudi [scrivono in questo articolo che l'effetto è decisamente realistico] [e come devono essere i manichini: vestiti?]; quale mente può credere che tutto ciò può essere un chiaro invito alla pedofilia?
E poi: o si tratta di un chiaro invito, o non lo è. Non si adombra una possibilità (col verbo potere) se c'è una certezza (l'aggettivo chiaro).
Non può esserci un chiaro invito. Se può, allora l'invito non è chiaro.
Ma in ogni caso. Quale mente immagina che i manichini...?
Io ora a don Gaetano vorrei chiedere una cosa come gliel'avrebbe chiesta mio padre:
don Gaeta' ... mo' che ci avete messo in testa questa cosa... allora noi a Natale il presepe non lo dobbiamo fare più?

p.s. adesso conviene eliminare dal pc tutti i file delle immagini scaricate per il post. Non si sa mai.
Non può esserci un chiaro invito. Se può, allora l'invito non è chiaro.
Ma in ogni caso. Quale mente immagina che i manichini...?
Io ora a don Gaetano vorrei chiedere una cosa come gliel'avrebbe chiesta mio padre:
don Gaeta' ... mo' che ci avete messo in testa questa cosa... allora noi a Natale il presepe non lo dobbiamo fare più?

p.s. adesso conviene eliminare dal pc tutti i file delle immagini scaricate per il post. Non si sa mai.
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giovedì 19 febbraio 2009
Assolvevano a un obbligo

A proposito di questo studio su come peccano diversamente uomini e donne, curato dal Vaticano, citato dall'Osservatore romano, e redatto da un teologo della casa pontificia, non è chiaro se i sacerdoti in questi anni avessero bloc notes e matite durante le confessioni che raccoglievano.
E' invece chiarissimo che i fedeli fossero inconsapevoli del fatto che stavano rispondendo a un sondaggio.
Se lo studio davvero esiste.
[l'immagine di Mariano Chelo è qui]
martedì 10 febbraio 2009
sabato 3 gennaio 2009
martedì 16 settembre 2008
A Cesare quel che è di Cesare
Ma veramente hanno detto - testuale - "la pericolosa concorrenza dello Stato"?
mercoledì 28 dicembre 2005
Il battesimo del bimbo che non doveva nascere
Don Ciro ha battezzato un bambino "fuorilegge", e non lo sa: un bimbo che oggi in Italia non potrebbe nascere, il figlio di una fecondazione eterologa. Ogni martedì mattina, don Ciro indossa la stola e celebra una messa per le donne sterili della sua parrocchia, la chiesa di Sant'Anna, che la tradizione apocrifa voleva incapace di procreare, ma poi fu madre di Maria. Una liturgia per una trentina di signore, alle quali don Ciro ricorda che «anche voi siete madri per il solo fatto di essere donne». Ma a una di loro, un giorno, la consolazione venuta dall'altare non è bastata più. Ha smesso d' arrendersi all'infertilità, ha preso la strada che la portava a un neonato, e nove mesi dopo col bebè in braccio è tornata davanti allo stesso altare. Don Ciro fissa il vuoto per un secondo. «Io ho battezzato un bambino nato da fecondazione eterologa?».
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