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| Un selfie della nazionale belga |
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mercoledì 19 novembre 2014
Com'è cambiato il nostro rapporto con il calcio
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domenica 2 novembre 2014
Da "secco" a "chiatto": la mutazione del biasimo sociale
Sik Sik, l'artefice magico
Deve essere accaduto
davvero qualcosa, nelle nostre teste, nei nostri sguardi, se verso l’obesità
avvertiamo quello che Davut Grossi chiama "biasimo sociale". Come un clic improvviso, ma inesorabile, scattato per creare una
discriminazione nuova. Nella città in cui l’affetto verso i figli è sempre stato
direttamente proporzionale al cibo che gli viene offerto ("mangia, a mamma") e
in una regione dove il tasso di obesità infantile è la più alta d’Europa (il 49
per cento), il disprezzo per i chiattoni non ha mai trovato riverberi nel
canone, antropologico e soprattutto letterario, di Napoli.
martedì 31 gennaio 2012
La religione del BeyBlade
Tirare forte non basta, e spesso non aiuta nemmeno. Figurarsi se può andar bene lanciare alla cieca, vada come vada. Lo sa bene ogni padre puntualmente battuto da un figlio settenne, che non si deve gettare il BeyBlade al centro dell’arena senza una strategia. Sbagliato. E’ l’errore più grave. Si paga. C’è un lancio per difendersi, uno per attaccare e sbattere l’avversario fuori dallo stadio in pochi istanti, oppure quello di durata, quando la punta fa poco attrito con la base, e allora si gira e si gira e si gira. Mano ferma, questo è certo. Anche per i tiri più elementari. Il resto lo fa l’esperienza.
Quando il primo BeyBlade venne lanciato una dozzina d’anni fa, nessuno avrebbe immaginato che un giorno si sarebbe arrivati ai campionati mondiali, il prossimo è in Canada il 25 marzo. In Italia sono appena partite le selezioni regionali, domani a Milano Palermo e Genova, il 4 febbraio a Napoli e Treviso, l’11 a Roma Pisa Cagliari e Bari (le iscrizioni su www.beybladeitalia.it); poi la finale per il titolo italiano, valido come selezione per il mondiale, il 25 febbraio a Roma.
Quando il primo BeyBlade venne lanciato una dozzina d’anni fa, nessuno avrebbe immaginato che un giorno si sarebbe arrivati ai campionati mondiali, il prossimo è in Canada il 25 marzo. In Italia sono appena partite le selezioni regionali, domani a Milano Palermo e Genova, il 4 febbraio a Napoli e Treviso, l’11 a Roma Pisa Cagliari e Bari (le iscrizioni su www.beybladeitalia.it); poi la finale per il titolo italiano, valido come selezione per il mondiale, il 25 febbraio a Roma.
venerdì 2 dicembre 2011
La scomparsa della fanciulla e altri misteri femminili
La soave Mimì aveva il dolce viso di mite circonfuso alba lunar, mentre Violetta custodiva in sé un candido e trepido desire. Traviata o ricamatrice di fiori finti che fosse, un sogno femminile così si sporgeva dagli spartiti di Verdi e Puccini fin dentro le pagine di Marcel Proust e Matilde Serao. La chiamavamo fanciulla, e ovviamente non c’è più. Svanita, sfumata, insieme alla parola stessa, al massimo sopravvissuta fra qualche riga di Alda Merini. “Un buon matrimonio era il coronamento dell’impegno assunto mettendo al mondo una figlia, nei tempi in cui il telefono pubblico a gettoni era un oggetto sufficientemente losco per fare battere il cuore: entrava nella casistica del peccato. Sono passaggi della società”.
martedì 16 marzo 2010
E non ce lo possiamo permettere
C'è stato un momento in cui un sorriso verso un bambino, un pizzicotto su una guancia, una carezza sulla testa erano il segno di una tenerezza verso il piccolo e di una simpatia per l'adulto che l'accompagnava.
Non c'erano barriere fra i bambini e i corpi degli estranei. Poi abbiamo cominciato a diffidare delle caramelle degli estranei e la cronaca ci ha infine spinto lentamente a guardare con sospetto quelli che rivolgono un sorriso al nostro bambino, quelli che gli danno un pizzicotto su una guancia o una carezza sulla testa. Fino al passo successivo: frenare la nostra stessa espansività verso i bambini degli altri, verso tutti i piccoli che stanno al mondo. Sono finiti i sorrisi, i pizzicotti e le carezze.
- Maro' comm'è bbello 'stu criaturo
- Grazie assaje signo'
- Nennì, viene ccà, damme 'nu vaso 'a nonna, 'a vuò 'na caramella?
Non c'erano barriere fra i bambini e i corpi degli estranei. Poi abbiamo cominciato a diffidare delle caramelle degli estranei e la cronaca ci ha infine spinto lentamente a guardare con sospetto quelli che rivolgono un sorriso al nostro bambino, quelli che gli danno un pizzicotto su una guancia o una carezza sulla testa. Fino al passo successivo: frenare la nostra stessa espansività verso i bambini degli altri, verso tutti i piccoli che stanno al mondo. Sono finiti i sorrisi, i pizzicotti e le carezze.
sabato 10 gennaio 2009
Un bicchiere di vino con un panino, la felicità
Paolo a suo tempo mi avvertì. Disse che per salsiccia e friarielli lui avrebbe rotto anche un'amicizia. Un precursore. Ora Burger King lancia in America una campagna che si chiama Whopper Sacrifice. Eliminando 10 amici dalla propria lista su Facebook, si ottiene un coupon per un panino gratuito. Solo che le eliminazioni compaiono sulla bacheca. Se Burger avesse i friarielli, Paolo farebbe clicnell'immagine una decina di amici tra una porzione di patatine e un bicchiere di coca
lunedì 6 ottobre 2008
Il sorpasso dello spagnolo
Ora è ufficiale. Ci sono più ispanofoni negli Stati Uniti che in Spagna. Solo in Messico la cifra è ancora superiore, ma nel 2050 è previsto che gli Usa faranno il sorpasso
mercoledì 24 settembre 2008
Il cognome passepartout
Per capire quanto sia davvero urgente dare ai bambini anche il cognome della madre; per capire quanto sia - come dicono - entrato nel costume degli italiani; per capire quanto sia davvero profonda l'esigenza di istituire per legge una possibilità che oggi già si ottiene con una procedura a richiesta, basta leggere alcuni dei nomi di chi finora ce l'ha fatta. Sono Allegra Beck, che chissà perché voleva chiamarsi pure Versace; o Lavinia Cigna, che chissà perché voleva chiamarsi pure Biagiotti; o i figli di Alessandra Mussolini, che non sapremo mai se avevano davvero voglia di chiamarsi anche Mussolini.
mercoledì 14 febbraio 2007
Le casalinghe venditrici
Una è separata, un'altra quasi. Una ha il marito in cassa integrazione, un'altra non lo vede mai. E per uscire dalla sindrome delle "Desperate Housewives", le casalinghe risollevate di Napoli fatturano quasi 20 milioni di euro l'anno, vendendo sgrassatori e deodoranti, gel anti calcare e spray mangia polvere. Creme, spugne e detergenti. A domicilio. Parole chiave: sorridere, crederci, vincere. Sono le più brave d'Italia. Grazie a loro esiste una multinazionale che a Napoli mette insieme un quarto dei suoi profitti italiani annui, e che non sa cosa sia una sola pretesa della camorra su quei soldi. «E' la formula del Party Plan a metterci al riparo da un'insidia del genere. Giuro, mai avuto un problema», racconta Vincent Melice, amministratore delegato e direttore generale della Stanhome, società del gruppo Yves Rocher. Party Plan System significa più o meno che un po' di amiche si incontrano in un salotto, magari dicono male di suocere e mariti, e alla fine comprano i prodotti dalla "incaricata" che ha messo insieme la sua rete vendita. Funziona così da 45 anni, ora in catalogo ci sono pure i cosmetici.
mercoledì 28 dicembre 2005
Il battesimo del bimbo che non doveva nascere
Don Ciro ha battezzato un bambino "fuorilegge", e non lo sa: un bimbo che oggi in Italia non potrebbe nascere, il figlio di una fecondazione eterologa. Ogni martedì mattina, don Ciro indossa la stola e celebra una messa per le donne sterili della sua parrocchia, la chiesa di Sant'Anna, che la tradizione apocrifa voleva incapace di procreare, ma poi fu madre di Maria. Una liturgia per una trentina di signore, alle quali don Ciro ricorda che «anche voi siete madri per il solo fatto di essere donne». Ma a una di loro, un giorno, la consolazione venuta dall'altare non è bastata più. Ha smesso d' arrendersi all'infertilità, ha preso la strada che la portava a un neonato, e nove mesi dopo col bebè in braccio è tornata davanti allo stesso altare. Don Ciro fissa il vuoto per un secondo. «Io ho battezzato un bambino nato da fecondazione eterologa?».
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sabato 9 aprile 2005
Il reality del wrestling
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