giovedì 2 aprile 2009

Foggia, Alabama


L'autobus su cui a Montgomery il 1 dicembre 1955 viaggiava la sarta Rosa Louise McCauley, moglie del barbiere Raymond Parks, oggi si trova all'Henry Ford Museum. Rosa non c'è più. E' morta nell'ottobre 2005, cinquant'anni dopo il giorno in cui l'autista James F. Blake le chiese d'alzarsi dal posto che stava occupando, perché non era un posto nelle ultime 4 file, quelli riservati ai neri come lei.
Si sa come finì. Lei non si alzò, arrivarono i poliziotti per portarla in prigione, Rosa perse il lavoro, dovette cambiare città, ma poi arrivarono i boicottaggi, le proteste nelle strade e nelle chiese, e Martin Luther King, e la Corte Suprema, e alla fine Barack Obama, 48 anni, partito democratico.
Quel bus che in America vive in un museo, torna in strada a Foggia, Puglia, sud come l'Alabama. Porta il numero 24, ed è il bus che collega la stazione al centro d'accoglienza di Borgo Mezzanone. Il Corriere del Mezzogiorno racconta che immigrati e residenti viaggeranno su bus diversi, e da lunedì saranno diverse addirittura le fermate d'attesa. E' la soluzione trovata a litigi e risse.
Alla guida di Foggia c'è il sindaco Orazio Ciliberti, 49 anni, partito democratico.

[a dimostrazione del fatto che non ci sono troppi equivoci, in rete esultano quelli di un certo "white pride world wide"]

3 commenti:

lorenzo ha detto...

Anche qui a Roma si parlava di una cosa del genere quando per l'emergenza freddo si è deciso di lasciare Castel Sant'Angelo per la struttura dell'ex Fiera di Roma. Ma per una volta l'Alabama, Rosa Parks, Claudette Colvin e il razzismo di merda non c'entrano nulla. C'entra che a Borgo Mezzanone c'è un centro d'accoglienza, e probabilmente, anzi quasi sicuramente, i problemi nascono da lì. Non so quanto sia grande, ma se è nella media romana, e lo sarà senz'altro, vuol dire un melting pot di tutto: bravissime persone e stronzi da rissa. Ho dato un'occhiata al sito dell'Ataf: il 24 passa ogni ora, anche nelle ore di punta, il che significa viaggiare come aringhe in un barile, e specie di sera, coi rumeni che hanno alzato il gomito (o marocchini, o ucraini, o quello che vuoi tu) con quelli che provocano, litigano, molestano. A questo aggiungi che gli sugli autobus gli ospiti dei centri non pagano perchè i centri non passano loro nè biglietti nè abbonamenti, e ogni volta che c'è un controllo c'è una lite. Io lo vedo più come uno snellimento del traffico, più che una discriminazione. Nell'interesse di tutti. L.

ottanta/cento ha detto...

Ciao, Lorenzo. Benvenuto. Grazie per il tuo commento.
Probabilmente è come dici tu, forse il razzismo non c'entra, ma credo che un certo clima favorisca certe decisioni.
Forse il razzismo davvero non c'entra, ma l'esultanza di quel white pride eccetera eccetera non è forse un segno? Come al solito, faccio troppe domande.

ottanta/cento ha detto...

Mi accorgo ora che d.l. fa una riflessione sul tema, che condivido abbastanza

E' qui
http://www.decidiamoinsieme.it/casi-di-razzismo-che-non-lo-erano/