La sigla del tg parte alle nove e mezzo. Murielle s'affaccia in video, dice buonasera e dà le ultime notizie che arrivano da Rabat e Tunisi, Tangeri e Kairouan. In francese e in diretta, dagli studi in arancione e blu di Tele Club Italia, la tv privata di Giugliano che parla agli immigrati di Napoli e provincia. Un angolo di integrazione chiamato Tg Maghreb: la cronaca, gli eventi, lo sport. Le notizie dall'Italia e quelle dai paesi d'origine dei tanti marocchini e tunisini arrivati qui a inventarsi la giornata. La maniera per farli sentire meno estranei qui, e meno distanti dalle loro case.
giovedì 21 luglio 2005
venerdì 15 luglio 2005
La villa del popolo
Un primo sgombero. Con un foglio di via per un immigrato irregolare, tre stranieri identificati dalla polizia del commissariato Mercato per occupazione abusiva di suolo, altri tre in arresto per la violazione di un precedente provvedimento di espulsione dall'Italia. Cittadini ucraini, tunisini e marocchini. Si erano sistemati in una triste baraccopoli inventata in via della Marinella, a ridosso dei sontuosi progetti per il porto, un tempo regno della prostituzione e da un bel po' chiusa al traffico, in attesa del via ai lavori per la realizzazione della "villa del popolo".
giovedì 30 giugno 2005
Il tango di Pablo
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| Pablo Veron |
sabato 11 giugno 2005
E Maradona diventò Monza 500
Torna Diego, ed è tutto come sempre. L'uomo che riaccompagna Maradona a Napoli si chiama Mario Grissani, il comandante Alitalia che gli fa un sorriso poco prima delle scalette, consegnandolo all'estasi di chi lo riabbraccia dopo 14 anni, al delirio dei bambini e alla genuflessione dei potenti. «E' la sua generosità che abbiamo sempre amato. Neppure stavolta si è smentito, rimettendo piede qui per dare un'emozione a un amico», azzarda il sindaco Iervolino, già da qualche giorno certa della visita: voleva intitolargli lo stadio, deve fermarsi a una medaglia d'oro.
lunedì 6 giugno 2005
Stefano Desideri
Stefano ha gli occhi rossi e la voglia di sciogliersi dopo due giorni di paura e rabbia. «Andiamo un po' fuori, così fumo». Ha pianto a singhiozzi, come fanno solo i bambini e gli uomini veri. «Per la macchina di mio padre, a quelli lì, un ricettatore avrebbe dato 1.500 euro. Non uno spicciolo in più. Dico: si rischia d'ammazzare un uomo per 1.500 euro?». Accento toscano, abbronzato, la mascella e la basetta lunga. Quella che si dice una faccia pulita. L'unico figlio di Carlo Desideri, vent'anni, racconta l'angoscia e il furore che fin qui aveva dentro. Non era con suo padre giovedì, la sera dei colpi di pistola sparati ad altezza uomo per rubare la Bmw. Stava rientrando da Londra, dove da ottobre seguiva un corso di perfezionamento in lingua inglese.
giovedì 12 maggio 2005
L'uomo che ha visto i manifesti della sua morte
Un uomo ha visto la sua morte stampata sulla saracinesca del proprio bar. «Chiuso per lutto». Un manifesto nero, con il nome, il cognome e l'età del morto. Giuseppe Mattiello, 69 anni. Un messaggio classico, nella lingua del racket. C'erano scritte pure l'ora e il luogo del funerale, le cinque e mezza del pomeriggio, nella chiesa di San Filippo Neri, a Lucrino. Mancava la data, però. Perché non esiste il lutto e non esiste il morto: rimane la minaccia. «Che scherzo è?», si chiedono baristi, cassiere e dipendenti del Caffè Grajales, il bar di Monteruscello dov'è comparso l'annuncio.
sabato 9 aprile 2005
Il reality del wrestling
lunedì 21 febbraio 2005
I pugni di Patrizio Oliva
giovedì 10 febbraio 2005
Arena, l'uomo che inventò la beduina
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| La Rari Nantes Napoli. Arena è il terzo da destra |
giovedì 6 gennaio 2005
Vicky Bullett
C'è una strada che porta il suo nome, la Vicky Bullett Street, in un angolo della West Virginia. «E' la via in cui sono cresciuta». Gliel'hanno dedicata per la vittoria della nazionale americana ai Giochi di Seul del 1988. «Benvenuti a Martinsburg, casa della medaglia d'oro Vicky Bullett», ha fatto scrivere il sindaco ad ogni ingresso della città. Vicky, che nel frattempo è diventata un'elegante signora di 37 anni, ne va fiera. Ma con pudore. «Cosa significa? Beh, innanzitutto che a Martinsburg non sono successe molte cose... Ma io sono felice d'essere ricordata per il resto della mia vita». West Virginia, la terra del tabacco americano, le radici della schiavitù. «Sono cresciuta in un posto di montagna, dove i giovani non sono tanti. Sarà per questo che sono un tipo tranquillo, mi piace la lentezza. Invece, qui al Vomero non ci capisco niente. Per essere puntuale, devo muovermi un'ora prima». Il Vomero è la nuova casa di Vicky Bullett, dove il miracolo Phard cresce domenica dopo domenica. «All'inizio mi scambiavano per una giocatrice di pallavolo». Ora finalmente il Vomero sa d'avere una squadra in testa al campionato di basket ed una campionessa che ha vinto tanto in giro per il mondo: l'oro olimpico in Corea, il bronzo quattro anni dopo a Barcellona, uno scudetto in Brasile col Fluminense. «Se lo vinciamo qui, magari non mi intitoleranno una strada, ma Napoli impazzisce più di Rio».
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