sabato 25 febbraio 2006

Lady Mastella e i listini

«Sarà solidarietà fra mogli, ma io non vedo qual è il problema». Parla Sandra Lonardo, la moglie di Clemente Mastella. La donna approdata in consiglio regionale attraverso il listino blindato di Bassolino, la donna che del consiglio è diventata il presidente e che ora vede la sua storia allo specchio nella vicenda della candidatura al Senato di Annamaria Carloni stabilita dai Ds.
Signora Lonardo, non sono scenari inopportuni?
«Tutta la mia solidarietà ad Annamaria Carloni. Questa si chiama discriminazione».

lunedì 13 febbraio 2006

Il peso dei cognomi

Ma quale sconvenienza. «Vuol dire che avrà grande fiducia in suo fratello. Se Alfonso Pecoraro candida Marco Pecoraro, se si assume tutte le responsabilità politiche della scelta, se il suo partito accetta e non obietta, allora lo scandalo dov'è?», si chiede Sandra Lonardo, la signora Mastella. «Non lo dico per autodifesa». Ci mancherebbe. Mentre a sentire Fulvio Martusciello, fratello di Antonio che fu tra i fondatori di Forza Italia, il vizio d'origine di Marco Pecoraro Scanio è un altro. «Per causa sua, un anno non sono riuscito a completare l'album delle figurine». I calciatori Panini.

mercoledì 11 gennaio 2006

La donna che camminò sul burrone per andare a partorire

Un ponte di ferro lungo trenta metri. Quelli dell'Anas stanno andando a smontarne uno a Campobasso per portarlo in settimana a Positano. E' la toppa da sistemare sul vuoto di Tordigliano, sulla frana al chilometro 9 della statale 163. Dove per ora si arriva solo in pullman: si ferma in uno sterrato a 500 metri dalla strada perduta, per l'inversione, apre le porte e signori si scende, tutti a piedi. Il ritorno della diligenza. Gli studenti con gli zaini in spalla. Un fruttivendolo con i carrelli riempiti al mercato. La casalinga salita all'alimentare di Sant'Agnello. I turisti e loro valigie a rotelle. Tutti a piedi lungo il solo mezzo metro d'asfalto rimasto in piedi, una striscia, un sentiero sottile con cui andare oltre l'isolamento, tra una roccia imbrigliata nella rete sulla sinistra e il vuoto che ingoia la strada a destra.

mercoledì 28 dicembre 2005

Il battesimo del bimbo che non doveva nascere

Don Ciro ha battezzato un bambino "fuorilegge", e non lo sa: un bimbo che oggi in Italia non potrebbe nascere, il figlio di una fecondazione eterologa. Ogni martedì mattina, don Ciro indossa la stola e celebra una messa per le donne sterili della sua parrocchia, la chiesa di Sant'Anna, che la tradizione apocrifa voleva incapace di procreare, ma poi fu madre di Maria. Una liturgia per una trentina di signore, alle quali don Ciro ricorda che «anche voi siete madri per il solo fatto di essere donne». Ma a una di loro, un giorno, la consolazione venuta dall'altare non è bastata più. Ha smesso d' arrendersi all'infertilità, ha preso la strada che la portava a un neonato, e nove mesi dopo col bebè in braccio è tornata davanti allo stesso altare. Don Ciro fissa il vuoto per un secondo. «Io ho battezzato un bambino nato da fecondazione eterologa?».

lunedì 29 agosto 2005

Juliano, il capitano ai tempi del colera


Il ciuffo va a sinistra come sempre. Solo un po' più grigio. Verso destra andava con la sua finta preferita, il busto dritto e le voci della folla nelle orecchie, quelle che gli urlavano di passarla e di non tenerla sempre lui, 'sta palla. «Erano i compagni a darmela». Quando Antonio Juliano era Totonno. Il calcio ai tempi del colera.

sabato 6 agosto 2005

La donna che morì due volte

Era già stata uccisa il 7 marzo del '96, con una pallottola al fegato, una alla testa e altre quattro in corpo. Ci fu persino l'annuncio ufficiale per quella morte durata un istante, prima che il cuore riprendesse a battere in ospedale. Stavolta no, Anna Deviato non è sopravvissuta a due colpi sparati alla nuca e all'addome, freddata accanto a suo figlio Fabio, senza alcuna possibilità di riacciuffare una vita che aveva spinto troppo vicino ai sentieri della camorra. Una vita già raccontata in un libro e in un documentario per la tv.

mercoledì 27 luglio 2005

Il ritorno di Enzo Scotti

Undici anni senza politica. «Ho atteso il momento giusto». Adesso. «E' l'ora del centro». Così segna l'orologio di Enzo Scotti, il sindaco democristiano dei 100 giorni, poi ministro del Lavoro, degli Interni e degli Esteri. Torna in corsa con un nuovo soggetto politico, il "Movimento per la Repubblica", e con una tentazione di moda tra gli antichi compagni di percorso. Far saltare il bipolarismo. Almeno così com'è.

lunedì 25 luglio 2005

Pippo Dalla Vecchia

Ha stretto la mano a nobili e lazzaroni, ambasciatori, scultori, attori e direttori d'orchestra. Ai potenti di mezzo mondo, re o presidenti, generali e premi Nobel, e poi a spie, atei e cardinali, biologi e venditori di cozze. Chi passa da Napoli, prima o poi gli sfila davanti. «Qui siamo il ponte levatoio verso la città». Qui, circolo Savoia, anzi il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, uno tra i cinque più antichi d'Italia, dove s'imbandiscono le tavole per le cene della Napoli ufficiale e dove dal '91 governa Giuseppe Dalla Vecchia, dominus et servus, signore e servo della sua comunità. «Siamo la porta d'ingresso a Napoli». Capri è davanti, il pallonetto di Santa Lucia alle spalle. In mezzo c'è la sua poltrona, sdraiata tra la cartolina e le miserie. La poltrona di "Pippo", 75 anni compiuti da poco, un altro compleanno alla scrivania presidenziale del circolo nato dalla scissione di undici soci dell'"Italia" il 15 luglio del 1893, sotto il patrocinio dalla casa regnante d'allora.

giovedì 21 luglio 2005

Murielle e il tg per i ragazzi del Maghreb

La sigla del tg parte alle nove e mezzo. Murielle s'affaccia in video, dice buonasera e dà le ultime notizie che arrivano da Rabat e Tunisi, Tangeri e Kairouan. In francese e in diretta, dagli studi in arancione e blu di Tele Club Italia, la tv privata di Giugliano che parla agli immigrati di Napoli e provincia. Un angolo di integrazione chiamato Tg Maghreb: la cronaca, gli eventi, lo sport. Le notizie dall'Italia e quelle dai paesi d'origine dei tanti marocchini e tunisini arrivati qui a inventarsi la giornata. La maniera per farli sentire meno estranei qui, e meno distanti dalle loro case.

venerdì 15 luglio 2005

La villa del popolo


Un primo sgombero. Con un foglio di via per un immigrato irregolare, tre stranieri identificati dalla polizia del commissariato Mercato per occupazione abusiva di suolo, altri tre in arresto per la violazione di un precedente provvedimento di espulsione dall'Italia. Cittadini ucraini, tunisini e marocchini. Si erano sistemati in una triste baraccopoli inventata in via della Marinella, a ridosso dei sontuosi progetti per il porto, un tempo regno della prostituzione e da un bel po' chiusa al traffico, in attesa del via ai lavori per la realizzazione della "villa del popolo".