Il 10 giugno del 1940 era una giornata nuvolosa. Erano tempi che non avevamo voglia di niente. Andammo alla spiaggia lo stesso, al mattino, io e un mio amico che si chiamava Jenny Ostero. Si sapeva che al pomeriggio avrebbe parlato Mussolini, ma non era chiaro se si sarebbe entrati in guerra o no. Ai bagni quasi tutti gli ombrelloni erano chiusi; passeggiammo sulla riva scambiandoci supposizioni e opinioni, con frasi lasciate a mezzo, e lunghe pause di silenzio.
(Italo Calvino, L'entrata in guerra, 1954)
lunedì 10 giugno 2013
Napoli, quell'altrove del sindaco c''a pummarola 'ncoppa
'Ncoppa.
Sopra. E’ una parola del dialetto napoletano che piace molto a chi napoletano
non è. Gli piace proprio pronunciarla. Fa humus. E’ efficace. Riempie la bocca.
Dà subito l’idea di un mondo. Piace così
tanto che spesso viene pronunciata anche quando non c’entra niente. Ieri
mattina l’ha ritirata fuori Aldo Grasso, nel suo domenicale fondo in prima
pagina sul Corriere della Sera, e l’ha sistemata lì, in mezzo a una manciata di
righe di critica al sindaco De Magistris e alla sua infelice esperienza
amministrativa.
domenica 9 giugno 2013
Il mio oro, la mia fortuna
E dopo le parole di Renzo Arbore per Mariangela Melato, il saluto di Dario Fo per Franca Rame, arrivano oggi altre bellissime parole di un amore senza fine.
Sono di Mel Brooks per la sua Anne Bancroft. Sul Messaggero.
"Anne Bancroft è stata tutto per me, il mio oro, la mia fortuna, l'arbitro di gusto per ogni mia fesseria. Anne capiva al volo quello che andava o meno in ciò che scrivevo. Era bella, sexy e spiritosa. Non abbiamo mai smesso di ridere e fare l'amore in 40 anni di matrimonio. Mi ha lasciato nel 2005, otto anni or sono, e continuo a fare l'amore con lei ogni notte".
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mercoledì 5 giugno 2013
"Volevo essere Audrey Hepburn"
Lo disse Maria Sharapova nel 2012 a Parigi. Poi vinse il torneo. L'intervista è qui sotto.
Il cocktail resta lì dov'era. Come i crostini. Non tocca arachidi, né un succo, né un salatino. Essere Maria Sharapova. Un tavolo davanti agli Champs-Élysées, il Roland Garros nella testa. L'unico Slam che non ha vinto mai. «C'è un tempo per ogni cosa, ora sono pronta». La donna da 17 milioni e mezzo di euro l'anno non porta mai gli occhi da un'altra parte.
È la campionessa del mondo dello sguardo dritto. Ma quando racconta di sé abbassa la voce. Ha pose che le addolciscono ogni spigolo. Dice che vorrebbe essere «una donna forte rimanendo elegante». Come se a volte volesse essere solo Maria.
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IL TENENTE ASTEMIO DI EMILIO LUSSU
Una pagina, un giorno
Il sole era già tramontato quando caddi, a nord di Stoccaredo, su un battaglione del 301° fanteria. Lo comandava un tenente colonnello, sulla cinquantina, che trovai all'aperto, seduto ad un tavolino improvvisato con rami d'albero, una bottiglia di cognac in mano. Egli mi accolse molto gentilmente e mi offrì un bicchierino di cognac.
"Molte grazie", dissi, "non bevo liquori".
"Non beve liquori?", mi chiese, preoccupato, il tenente colonnello.
Tirò dal taschino della giubba un taccuino e scrisse: "Conosciuto tenente astemio in liquori. 5 giugno 1916".
[Emilio Lussu, Un anno sull'altipiano, 1938]
Il sole era già tramontato quando caddi, a nord di Stoccaredo, su un battaglione del 301° fanteria. Lo comandava un tenente colonnello, sulla cinquantina, che trovai all'aperto, seduto ad un tavolino improvvisato con rami d'albero, una bottiglia di cognac in mano. Egli mi accolse molto gentilmente e mi offrì un bicchierino di cognac.
"Molte grazie", dissi, "non bevo liquori".
"Non beve liquori?", mi chiese, preoccupato, il tenente colonnello.
Tirò dal taschino della giubba un taccuino e scrisse: "Conosciuto tenente astemio in liquori. 5 giugno 1916".
[Emilio Lussu, Un anno sull'altipiano, 1938]
lunedì 3 giugno 2013
Che cos'è il Dolby Atmos
venerdì 31 maggio 2013
Per un cuore da guerriero
Un guerriero possiede un’inquietante fiducia in se stesso. Sa di aver vinto ancora prima che una sola azione sia compiuta. Un guerriero si sente il padrone del gioco, sa che nessuno potrà togliergli il potere. Il guerriero è un eroe, un semidio in battaglia, è pura energia. Ma sarà destinato alla tragedia se dimentica d’avere dentro di sé una metà da principessa: sensibilità, creatività, dolcezza. Energie complementari. Un’anima da guerriero e una da principessa, lo yang e lo yin, fanno l’equilibrio di una persona. “E poche cose come le arti marziali possono creare una sensazione di sicurezza così profonda”. Daniele Bolelli è cintura nera di kung fu san soo. Insegna arti marziali parlando di Eraclito e Nietzsche. Non è proprio la réclame dell’uomo che dedica la vita a specializzarsi. A 18 anni lascia l’Italia, si laurea in California, un master in storia degli indiani d’America, poi l’ingresso come docente in college e università di Los Angeles e dintorni. Dove le sue materie di insegnamento non sono omogenee: si va da storia degli Stati Uniti a storia dell’antica Roma, corsi in cui la filosofia si impasta con il cinema, con il judo, con lo jiujitsu. Gli studenti, va da sé, lo adorano.
Il caos di Napoli e il colesterolo
"Allo spettatore vorrei strappare una risata: è da sei film che ci provo, speriamo che sia la volta buona. Anche se ho capito che rido di cose che divertono solo me". (Paolo Sorrentino, Donna Moderna)
"La chiave di Galliani sono gli occhi. Intuii che sono tristi, malinconici. Spesso addirittura vitrei". (Teo Teocoli, Il Fatto, 24 maggio)
"Un'estate intera a Napoli? A rimetterci è solo il colesterolo". (Pino Insegno, Il Mattino, 24 maggio)
«Il rumore di Napoli? Il suo caos? Il suo vociare? E' meraviglioso, l'espressione di una grande energia, perfetta per il mio teatro». (Peter Brook, Il Corriere del mezzogiorno, 29 maggio)
"Io sono un metropolitano. Sono cresciuto con Mario Merola e Miles Davis, le tammorre sono di provincia". (Ciccio Merolla, Il Corriere del mezzogiorno, 28 maggio)
"I film che vedevo mi provocavano sogni musicali. Ulisse, Riso Amaro, i technicolor americani come La Tunica. E poi Totò" (Vince Tempera, Avvenire, 31 maggio)
"Ma è davvero Roma quel che si vede nel film o è piuttosto la media tra Napoli e New York, ovvero tra una ex capitale decaduta da cui fuggono i suoi figli esportando ironia (Sorrentino e Servillo in primis) e la capitale globale del Declino occidentale?". (Marcello Veneziani, Il Giornale, 24 maggio)
"E' stata una fortuna aver visitato ripetutamente e convulsamente tante parti del mondo. Ma la mia fortuna più grande è di essere nato a Napoli, che a questo punto, dopo aver visto tanti posti bellissimi, considero la città più bella del mondo". (Edoardo Bennato, Corriere del Mezzogiorno, 31 maggio)
"Nel resto del mondo non puoi giocare a essere quello che non sei. Da noi funziona sempre, un po' in tutti i campi". (Paolo Sorrentino, La Stampa, 31 maggio)
"Spielberg si stupì quando gli feci i complimenti per la scena finale di E.T. Non capiva. Disse: ma è copiata da Miracolo a Milano. Io ho solo tolto le scarpe e messo la bicicletta". (Giancarlo Giannini, Il Giornale, 31 maggio)
"Preferisco essere chiamata ministra. Con la a". (Josefa Idem, la Repubblica, 26 maggio)
"Penso che questa insistenza nel voler livellare, eguagliare i generi, le identità sessuali, sia un'idiozia. I fiori offerti da un uomo a una donna oggi è considerato un gesto indecente". (Roman Polanski, la Repubblica, 26 maggio)
"Non voglio essere la migliore attrice del mondo ma durare il più a lungo possibile". (Bérénice Bejo, Grazia, 31 maggio)
"Comunque ci sono grandi attrici comiche. Le mie preferite sono Cary Grant e Burt Reynolds". (Jerry Lewis, L'Unità, 24 maggio)
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domenica 26 maggio 2013
Bilbao. Quando c'era la Catedral
La prima volta che ci vieni, devi portare i fiori in tribuna. Sul serio. Come in chiesa. Perché questa è una chiesa. Di più. E’ una cattedrale. La Catedral. La prima volta che una squadra avversaria mette piede al San Mamés, lo stadio dell’Athletic Bilbao, la tradizione le impone una sosta davanti alla statua di Rafael Moreno Aranzadi, detto Pichichi, morto a 29 anni per un attacco di tifo. Un idolo, un nome che è diventato sinonimo di capocannoniere. La statua è lì, alle spalle del palco della tribuna. Quello è l’altare, il cuore di un impianto centenario, il secondo più antico di Spagna, costruito laddove un tempo sorgeva davvero una chiesa dedicata a san Mamés. San Mamete di Cesarea, protagonista di millanta leggende, martire (forse), sua madre morta di parto, suo padre imprigionato perché cristiano, e raffigurato spesso come un bambino circondato da leoni mansueti.
venerdì 24 maggio 2013
Bruce, Peppino e 'a malafemmena
"Non è difficile trovare a Napoli degli attori della commedia dell'arte. Tutti i napoletani sono artisti nella vita, anche i pescatori". (Andrej Konchalovsji, Repubblica, 21 maggio)
"La prima dote per chi vuole essere autore è rispettare ed esprimere la propria napoletanità. Dote che invidio molto. Se noi torinesi avessimo la stessa abilità - possedere la torinesità - saremmo più ricchi. Essere napoletano ti dà subito un bonus +2 qualsiasi cosa tu faccia. Però può trasformarsi in una galera. Nella scrittura non puoi rimanere uno scrittore napoletano. Si tratta di diventare autori europei. Essere napoletani è un trampolino di lancio formidabile. Ma deve servire a volare, non a restare immobili per fare doing doing doing".(Alessandro Baricco, Repubblica Napoli, 21 maggio)
"Io cambio spesso, Springsteen rimane più sul classico". (Peppino Di Capri, Corriere del mezzogiorno, 22 maggio)
"Sono del sud, venendo qui sono tornato a casa! (Bruce Springsteen in Piazza Plebiscito, 23 maggio)
"Ammetto che un po' di Champagne mi esce fuori dagli occhi ogni tanto. Dal 1973 a oggi non c'è stata sera che non l'abbia cantata. Come pure Luna caprese. Se non le faccio la gente esclama: ma Peppino stasera ch'è venuto a ffà?". (Peppino Di Capri, Repubblica, 22 maggio)
"Poteva accadere ovunque, anche a San Diego, dove ci sono tanti immigrati messicani". (Brian Bilbray, dopo lo scippo a Napoli, Corriere del mezzogiorno, 22 maggio)
"Stiamo finendo di girare Gomorra e sono sicuro che quando si vedranno le prime scene, la serialità italiana farà un ulteriore passo avanti" (Andrea Scrosati, vice presidente cinema Sky, Il Messaggero, 19 maggio)
"Su Cavani tutti parlano, mentre io sono l'unico a fare banco in due minuti". (Aurelio De Laurentiits, Corriere del Mezzogiorno, 22 maggio)
"Anche a Parigi il traffico è molto caotico. Però ai semafori si fermano, come nel resto del mondo. A Napoli no, gli automobilisti passano con il rosso e nessuno sembra mai farsi troppo male" (Nils Lofgren, chitarrista di Bruce Springsteen, Repubblica Napoli, 22 maggio)
"Lo stadio del Napoli dev'essere un'attività commerciale a 360 gradi, come capita in tante realtà europee. L'Atletico Madrid ha addirittura un cimitero all'interno dell'impianto, per i tifosi". (Aurelio De Laurentiis, Il Mattino, 22 maggio)
"Quasi quasi mi pento di aver nobilitato i giornalisti di casa con il personaggio interpretato da Toni Servillo". (Paolo Sorrentino, Repubblica, 22 maggio)
"Ho la sensazione che Fellini abbia guardato Roma appoggiato dolcemente a una balaustra. Paolo Sorrentino c'è cascato dentro come dalla tromba delle scale". (Toni Servillo, Corriere della sera, 22 maggio)
"Sorrentino rischia sempre. E' questo che mi piace di lui". (Bernardo Bertolucci, Corriere della sera, 19 maggio)
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