sabato 12 gennaio 2008

Il senatore Bailey, Musharraf e Antonio Bassolino

Bassolino ammette che alle dimissioni ci aveva pensato. Ci aveva. Sarebbe già a casa se la pensasse come Musharraf, il presidente del Pakistan, che in un'intervista a Der Spiegel dice: "Mi dimetterò quando lo vorrà il popolo".
Poi c'è modo e modo di uscire di scena. Come si fa a dimenticare la maniera scelta dal senatore Bailey? Il senatore Bailey è quello di C'era una volta in America. E' James Woods. Il suo vero nome è Max, cresciuto nella stessa baby gang di Noodles-De Niro. S'è finto morto 35 anni prima per rifarsi una vita. Noodles lo scopre. Una sera Max chiede a Noodles di ucciderlo per evitare di finire sotto inchiesta. Noodles rifiuta. Non vuole ammettere che il vecchio amico Max lo abbia tradito, inscenando un incidente, facendo morire altri 2 compagni della banda, fuggendo coi soldi, e soffiandogli anche la donna. Noodles-De Niro rifiuta e se ne va. E qual è il modo con cui Bailey esce di scena? Meraviglioso. Bailey, il senatore Bailey che non vuole essere travolto da un'inchiesta, esce dalla sua villa e si lancia dentro un camion di rifiuti. Muore tra la monnezza. Il cinema.

venerdì 11 gennaio 2008

Discarico, ergo sum

Un flash. Mi sono ricordato di Arriva la Bufera, il film di Luchetti con Abatantuono, la Buy, Silvio Orlando e Marina Confalone. Un giudice arriva in una cittadina del Sud e si accorge che il paese è controllato da tre sorelle, interessate all'appalto dell'inceneritore che si sta per costruire. Il flash che non si scorda è la scena finale: il vulcano del paese che si sveglia e che erutta monnezza.
E' bello andare a rileggersi le recensioni dell'epoca. Era il '92. Le parole ricorrenti sono: metafora, surreale, grottesco...
In rete ho trovato un'idea simile e la si può vedere qui sotto. Una campagna di informazione per la differenziata, credo. Mettendo insieme le due cose, ripenso alla metafora, al surreale, al grottesco, penso a oggi, guardo la mia Napoli e mi domando: ma chi ci dice il Vesuvio come sta?

Grazie ad Amy: A te che odi i politici imbrillantinati / che minimizzano i loro reati / disposti a mandare tutto a puttana / pur di salvarsi la dignità mondana / a te che non ami i servi di partito / che ti chiedono il voto un voto pulito / partono tutti incendiari e fieri / ma quando arrivano sono tutti pompieri (R.Gaetano)

giovedì 10 gennaio 2008

Biutiful Cauntri

La camorra che spara a colpi di monnezza. Le deviazioni e le collusioni. Le mille e passa discariche abusive che in Campania hanno accolto rifiuti tossici e avvelenato terre, animali e uomini. I tumori. Le morti lente. Quella che chiamiamo emergenza. Ha stordito il Festival di Torino e ora arriva al cinema. Si chiama Biutiful Cauntri, e lo segnalo: non perché uno dei registi è un amico. L'anteprima a Napoli è lunedì sera alle 21. Cinema Modernissimo. Qui sotto il trailer che gira in rete.
Sempre in rete Zetavu segnala il libro di Alessandro Iacuelli, Le Vie Infinite dei Rifiuti

mercoledì 9 gennaio 2008

Birra, vino e cocktail


Credo d'essere morto così. Per una fotografia sfondo seppia e un estratto di nascita. Mio padre se ne stava in posa avvolto in una canottiera bianca, col fucile a tracolla e i baffetti radi, il ventre pingue, sotto braccio a un'appetibile ragazza somala, lasciva e candida. Avevo imparato da sempre a considerarla l'immagine scandalo della casa, finché non divenne un velo spalancato su altri tormenti. L'appresi dal confronto fra due date, quella del mio compleanno e dello scatto africano. Inconciliabili. Una delle due truffava. O lui era partito tardi per le campagne di guerra oppure ero io a essere arrivato troppo presto. Indagai. Seppi che le date non baravano, seppi che esisteva una terza via. Insomma, il certificato della mia venuta al mondo finì per sollevare l'uomo che chiamavo babbo da ogni responsabilità biologica. Quando l'ho scoperto, c'è voluto poco a ricostruire il resto. La faccio breve. In piena Resistenza, i tedeschi rastrellavano l'Italia, e mia madre se li fotteva.

martedì 8 gennaio 2008

Curtis e gli altri



Le classifiche non finiscono may. Così Rolling Stones ha chiesto ai suoi lettori di indicare i 25 pezzi più belli tratti da una colonna sonora. Il giochino tipico di Hornby, che infatti è nella lista grazie a Badly Drawn Boy e About A Boy. Non ci sono i Beatles e non c'è Elliott Smith di Good Will Hunting.
Ha vinto Curtis Mayfield con Superfly

La classifica completa si trova qui.
In Italia mi vengono di getto "Arrivederci amore ciao" (Caterina Caselli) e "Un senso" (Vasco Rossi). Però magari mi scordo qualcosa

giovedì 1 novembre 2007

L'immobilismo sulla città


Francesco Rosi unisce le mani come in preghiera e le solleva a mezz'aria. «Ma da quanto tempo diciamo queste cose?». Il lavoro che manca. L'istruzione per i ragazzi di Napoli. Il market della droga che li arruola. La città immobile. Il traffico. Queste cose. «E allora perché non si riesce mai a rendere concreto un progetto? Da che dipende? Da chi dipende?». Il regista de Le mani sulla città ora viene per capire la città a cui non si riesce a mettere mano. «Sono qui per ascoltare gli esperti, non per fare il grillo parlante», sorride accanto a suo fratello Massimo, ospite a Palazzo Reale degli Annali dell'Architettura e del focus sui progetti per Napoli Est, Napoli Ovest e centro storico, dove elogia il video anticonformista di Mario Franco: «Eccellente documentario».

domenica 14 ottobre 2007

Sandro l'americano


Sul registro elettorale di West Hartford, Connecticut, accanto al nome di Sandro De Franciscis c'è una lettera D. Sta per Democrats. «Finisco il liceo, e i miei mi regalano un viaggio in America, dove vivono i nonni. Una vacanza per capire cosa fare da grande. Vado in ospedale come portantino volontario e decido: Medicina». Sarà pediatra, ma il futuro vero è nella D con cui si va a censire nel registro delle primarie americane. «Lì bisogna dichiararsi». Il suo percorso dentro il partito più nuovo d'Italia è scritto sin dal '73 negli elenchi elettorali del partito più vecchio del mondo. Storia di un democratico prima degli altri.

domenica 7 ottobre 2007

Se Bush venisse al San Paolo

L'uomo che ha aperto il caso con un documento di 300 parole, si chiama Vincenzo Russo. E' lui ad aver messo nero su bianco la denuncia dei consiglieri comunali «compulsati dal personale aggressivo di controllo» allo stadio, mentre in tribuna autorità «onorano con la propria presenza gli eventi sportivi», e perciò chiedono «posti centrali, uniformemente e in prima fila». Un chirurgo odontoiatra, presidente dei medici sportivi napoletani e ispettore dell' antidoping, in aula dal '92 come dc, poi tra i Popolari, oggi Margherita e fra 8 giorni nel Pd. Passando per i cda di Città della Scienza e del Centro agroalimentare.
Consigliere Russo, come si spiega un ordine del giorno così?
«Il principio è giusto».
Quale principio?
«Poniamo che un giorno arrivi Bush in città e voglia vedere la partita del Napoli».

sabato 6 ottobre 2007

Se Napoli-Juve si gioca senza Renzullo

Li trattano male. Non li riconoscono. Li prendono in giro. Ogni partita la stessa storia. Uno magari non l'immagina, ma certo è una fatica entrare al San Paolo per un consigliere comunale. Trovano sempre un controllore che al varco gli chiede di vedere un documento. Proprio a loro, «ben conosciuti in tutti gli ambienti della città tranne che all'ingresso dello stadio». Insolenti, questi addetti. «Irriguardosi, irrispettosi e offensivi», anzi «di rudi maniere» sia nella identificazione che nelle maleducate richieste. Ingresso autorità? Tribuna d' onore? Altro che. Questa è la sofferenza domenicale degli uomini eletti dalla città, messa per iscritto e timbrata col numero 1632/E al protocollo del "Servizio segreteria consigli e commissioni" come ordine del giorno da presentare appena possibile in aula. Un calvario raccontato in 21 righe, e chiuso dalla richiesta di «modificare il contratto con la società Calcio Napoli affinché siano prioritariamente rispettati i rappresentanti dell' assemblea cittadina concessionaria dell' impianto, che onorano con la propria presenza gli eventi sportivi». Come si fa a giocare Napoli-Juve senza Claudio Renzullo?

venerdì 5 ottobre 2007

Le strade che portano al nulla

Uno svincolo finisce dritto dentro un benzinaio. Chiuso. E' cresciuta l'erba oltre un metro d'altezza, e ora sulla strada che doveva collegare l'hinterland a Secondigliano vanno a buttarci gli elettrodomestici usati. Come in via Lucania, tra Melito e Mugnano, dove la rampa verso Napoli ostruisce la carreggiata per l'accelerazione in uscita da un parco privato. Un'altra sbuca a ridosso di un'azienda vinicola locale. Ovviamente chiusa pure questa. Altrimenti ti porti via una bottiglia di bianco, e ti trovi dentro il cofano di un camion. Un quarto svincolo non l'hanno neppure completato. Si sono fermati prima. Quando hanno capito che non sarebbe stato mai aperto, perché è stato progettato e costruito sulla corsia di sorpasso.