giovedì 1 ottobre 2015

E poi arrivarono i Simply Red

Anche lady Diana era schierata insieme a falangi di ragazzine dalla parte dei Duran Duran. Un po' a sorpresa ci parve allora, non tanto per i suoi vent'anni, perché vent'anni aveva, quanto perché sull'altra sponda - almeno qui in Italia - stavano gli Spandau Ballet, loro sì più aristocratici, almeno così si diceva. Non voglio dire che fosse una guerra civile, ma insomma le due fazioni si odiavano, mi pare di capire come oggi le Directioner e le Belieber. D'altra parte la fan non è fan se non si sente perseguitata per via della sua fede. Clizia Gurrado aveva sedici anni, era figlia di un giornalista, liceale al Berchet di Milano, e fece il botto con un libro intitolato "Sposerò Simon Le Bon". Le Bon era il leader dei Duran. Il primo successo in libreria di una teenager. Ci fecero anche il film. Roger Taylor, che della band era il batterista, si era invece sposato per davvero, nella chiesa del Buon Consiglio di Capodimonte, a Napoli, sua moglie si chiamava Giovanna Cantone. Gli Spandau rispondevano con singoli che potevano durare anche sei minuti. Il Festival di Pippo Baudo, anno 1985, fece il colpaccio. Ingaggiò tutt'e due le band come super ospiti (vennero anche Sade e Gino Vannelli, ma vabbè) anche se poi vincevano i Ricchi e Poveri. Le Bon si presentò sul palco con un piede ingessato. Fu il delirio quell'anno a Sanremo.
E poi arrivarono i Simply Red.

C'era stato un tempo in cui fra gli appassionati di ciclismo divisi tra Coppi e Bartali, spuntava sempre l'originalone che giurava di tifare per Magni. Questa fu la scena che trovarono i Simply Red. Loro potevano essere al massimo Magni. Fecero un'affacciata in Italia a giugno '85, in una cosa che si chiamava Saint Vincent Estate, dove cantavano pure Amii Stewart e Mike Francis assieme. Avevano un pezzo chiamato "Money's Too Tight (To Mention)" e si sa come vanno le cose d'estate, si balla, si salta, c'è il sole, si va al mare, mica tutti ci accorgemmo che parlavano di politica economica, di Reagan e della signora Thatcher. "Ci sono cose che ognuno vive sulla propria pelle ogni giorno e sulle quali non bisognerebbe mai tacere", diceva Mick Hucknall, la voce dei Simply Red. In realtà i Simply Red erano lui. Rossi come i suoi capelli, come la maglia dello United, la squadra di Manchester, e come le sue idee politiche. Capimmo tutto meglio a ottobre - esattamente trent'anni fa - quando uscì l'album, che non ricordo se all'epoca chiamavamo ancora 33 giri o già Elleppì. Picture Book. Ed era bellissimo.


Erano anni, quelli, in cui chi ne sapeva di musica più di te ti spacciava per buona la tesi secondo cui in un 45 giri la facciata B era sempre migliore della facciata A. Ecco. Picture Book era pieno di facciate B. Sulla copertina c'era la faccia di questo Mick che portava un berretto di stoffa, pareva Oliver Twist, o meglio: voleva essere Oliver Twist.

Gli uomini che tengono in considerazione la natura e i loro simili e piangono perché tutto è scuro e cupo sono nel giusto; ma i colori foschi sono i riflessi dei loro occhi invidiosi e dei loro cuori. I veri colori sono delicati e hanno bisogno di una visione più pulita

(Dickens, Oliver Twist)

I minatori inglesi si erano arresi alla signora Thatcher sei mesi prima. Stretti fra i Duran e gli Spandau, c'eravamo noi che facevamo gli originaloni pop, arruolandoci dietro questo Hucknall che al neoliberismo gliele cantava. Niente di originale, intendiamoci. Di canzoni di protesta ce n'erano già state, anche di più solenni, più alte, più belle. Ma i Simply Red non sembrava che volessero cambiare la musica o il mondo, forse quel tempo era già passato. Erano i più grandi tra i piccoli. I Simply Red recuperavano il soul, il r&b, rileggevano, citavano: con grande semplicità facevano testimonianza. Non è poco. Avercene, di testimoni. Mick era la voce bianca più nera che ci fosse. Parlava di povertà e di emarginazione, come più o meno in quella stessa fascia di pubblico e di suoni, e nello stesso periodo, avevano fatto pure gli Style Council, passati e ripassati da Clelia Bendandi su Rai stereo due. Ma gli Style Council erano gli Spandau dei Simply Red, erano il loro lato raffinato e algido. Hucknall aveva invece una voce proletaria. Lui sapeva del fumo dei pub, gli Style Council erano un wine bar. E poi Mick era goffo, impacciato, non aveva niente di sexy, sembrava uno di noi (sembrava: poi si seppe che per un periodo andava a letto con tre donne al giorno, per tutti i giorni).
Finché un giorno a Sanremo andarono anche i Simply Red.

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1 commento:

Blogger ha detto...

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