martedì 27 marzo 2012

Le parole di Pino Daniele

C'è stato un Pino Daniele fra il 1977 e il 1981. Il Pino Daniele di Terra mia, l'album da noi chiamato  "il disco che lui si fa la barba", poi quello di Nero a Metà e di Vai Mò.
Poi ce n'è stato un altro, di Pino Daniele, via via più distante dall'autore che in tanti abbiamo amato.
Qui ci sono le nuvole dei suoi testi a confronto. Per capire. Con le parole da lui più usate: una con quelle del periodo 1977-1981; l'altra con quelle dal 2004 in poi.
Molto-molto-molto indicative (a parte qualche piccola impurità).

7 commenti:

buildo ha detto...

sbaglio o non ci sta nemmeno un cavallo?

ottanta/cento ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ottanta/cento ha detto...

Ué, Buildo: tu qua stai?

Paolo ha detto...

adoro questo genere di "elaborazioni"... come è stata realizzata, se è lecito saperlo?

ciao,
Paolo

ottanta/cento ha detto...

In rete esiste wordle.net che offre questa possibilita'. Bisogna solo avere la pazienza di copia-incollare il testo/i testi che si chiede al programma di analizzare, eloborare e nuvolizzare.

dario de marco ha detto...

Bellissimo, come già ti dissi. le cose che mi colpiscono: 1) tutti e due parlano molto di "me", ma mi sembra che il vecchio parli anche molto di "te". 2) la banalità di certe parole del nuovo, come "importante" e "mondo", rivelano l'anima poppizzata. 3) but not least, quel NUN che campeggia enorme come una dichiarazione d'indipendenza, come un'accusa

ottanta/cento ha detto...

Bella la riflessione sul NUN.
Sul me e sul te, aggiungo che pur essendo presenti nella prima e nella seconda nuvola, secondo me differiscono gli uni dagli altri.
Nel primo caso non sono solo pronomi con funzione di complemento oggetto, ma
- napoletanamente - anche complementi di termine (me daje pace).