mercoledì 2 dicembre 2009

Come mi batte forte il tuo cuore

La nostalgia dell'abbraccio resta una ferita aperta. A volte in passato la mancanza si faceva sentire così forte da spingermi verso il pensiero-limite che avrei potuto ritrovarlo solo fuori dalla vita. Sulle scogliere slabbrate attorno al vuoto questo è il punto più insidioso, dove facilmente scivola il piede. Sono luoghi stranianti, dove non è piacevole posare lo sguardo. Qui si ode più nitido il canto della sirena e la morte si veste delle sembianze familiari e rassicuranti di un porto finalmente ritrovato, dove cessano la sofferenza e il freddo. Una tentazione, innominabile, di annullamento. Ma è solo un inganno pericoloso. Quella voce di sirena non aveva nulla della voce di mio padre.
[Benedetta Tobagi, Come mi batte forte il tuo cuore]

3 commenti:

elena petulia ha detto...

Merita? Il titolo del libro è meraviglia.

ottanta/cento ha detto...

Bella domanda. Secondo me, molto dipende dallo stato d'animo e dall'orizzonte d'attesa di chi legge. E' un saggio di formazione, se così si può dire. La storia di un'urgenza personale che diventa testimonianza storica. Azzardo: ti piacerebbe.

elena petulia ha detto...

Affare fatto.