giovedì 24 settembre 2009

Psicologia erotica di umberto tozzi


C’è un cantautore italiano che più di ogni altro ha un rapporto tormentato con le donne. Uno che nasce maschilista (“Io lavorerò, tu mi aspetterai”) e arriva fino allo stalking (“Io ti seguirò con quelli che uscirai”). Ma non è un uomo cattivo. E’ come se avesse bisogno di quest’autoritarismo da macho (“Roma Nord, cominciati a spogliare intanto”) per compensare una sua debolezza naturale nel prendere decisioni, dunque demandate al caso (“Se viene testa vuol dire che basta lasciamoci”); un vulnus probabilmente dovuto a evidenti disturbi della memoria a breve termine (“Vista da vicino tu sei più bella che mai, chi ti ha fatto entrare”). Un uomo complesso: fotofobico (“E sottane / sulla luce io ti / aaa-mo”), asmatico (“Nell’aria c’è / polline di te”), incline a compagnie di natura mitologica (“Apri la porta a un guerriero di carta igienica”), con singolari perversioni (“Fammi abbracciare una donna che stira cantando”), amante di giochi erotici estremi (“Abbracciami di mare dolce piovra, Eva”), un gusto ardito per i preliminari (“Fatti un po’ prendere in giro prima di fare l’amore”), e però spesso schiacciato dall’ansia da prestazione fino all’impotenza (“Con te nuda sul divano faccio stelle di cartone”), al punto da rifugiarsi nella pratica dell’onanismo (“Gloria, manchi ad una mano che lavora piano”).
Ecco, tremate. Questo cantautore qui ha fatto un disco nuovo dopo 6 anni.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"...e voglia di, bagni senza slip..."

Darth

ottanta/cento ha detto...

@ Darth
Verissimooooo, grazie. Dovevo consultarti prima