Bill Shankly è stato un meraviglioso signore scozzese. Prima calciatore, una mezzala, poi allenatore. Se un giorno la città di Liverpool è stata grande nel calcio, lo deve a lui. Quando i giornali inglesi compilano le loro liste con le venti, le cinquanta, le cento frasi più belle pronunciate nel mondo del calcio, ecco, Bill Shankly lo trovate di sicuro. Per esempio. «Alcuni credono che il calcio sia una questione di vita o di morte. Sono molto deluso da questo atteggiamento. Vi posso assicurare che è molto, molto più importante di questo».
Ma Bill Shankly era morto già da quattro anni la notte in cui il calcio si fece macello, corpi nel vuoto, fili di ferro nella carne, poliziotti smarriti che vomitavano a centrocampo. Perché «a volte il destino ti prende in bocca e salpa», come scrivono a quattro mani Anthony Cartwright e Gian Luca Favetto, inglese il primo, torinese l'altro.
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sabato 4 luglio 2015
venerdì 29 maggio 2015
Heysel, il nome che i ragazzi non conoscono
Guardatela questa foto che arriva dal passato. C’è un uomo giusto al centro, non so di quanti anni, forse quaranta, forse meno, stringe qualcosa fra le mani. Un gesto di protezione, dentro una scena in cui la protezione non c’è più. Porta con sé l'innocenza di un'espressione quotidiana, l'unica che resista dentro questo scatto. Si volta come si farebbe su un autobus affollato, dove ti spingono, si volta e sembra un istinto, come a chiedere attenzione, dentro una scena in cui l’attenzione non esiste più.martedì 26 maggio 2015
La notte di Grobbelaar all'Heysel
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