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venerdì 23 settembre 2011

Se sapessi dirti basta ti chiamerei

Gli Stati Uniti, scrive The Atlantic, sono un posto dove esiste una enorme differenza tra fattori demografici. A questi fattori adesso va aggiunta la tecnologia. Tipo i cellulari. O meglio gli smartphone. Che si differenziano dai cellulari di chi non ne possiede uno per il fatto che chi non ne possiede uno in genere chiede all'altro E dimmi dimmi: ti trovi bene?
Quelli di The Atlantic hanno avuto la pazienza di incrociare le mappe statistiche dei diversi Stati degli Usa (età media, percentuale di minoranze etniche, reddito medio, fattore peso, partito politico prevalente) con i dati di vendita di IPhone, Blackberry e dei cellulari con sistema operativo Android (Samsung, Motorola, Lg, Htc).

lunedì 7 marzo 2011

Tripoli 2011

Ora che Obama avverte Gheddafi della possibilità che la Nato intervenga con le armi, torna in mente che per gli americani la Libia è un nome che si lega alla guerra. Solo alla guerra. Non c’è stato film sulla Libia che abbia avuto un soggetto diverso. Dall’Humphrey Bogart che muore di sete nel Sahara di Zoltan Korda, al Richard Burton della Vittoria amara di Nicholas Ray, al John Payne che interviene con la marina contro i pirati di Tripoli. Richard Gere, in Power di Sidney Lumet, è un pubblicitario “capace di trasformare Gheddafi in Babbo Natale”. E torna in mente Troisi, quando diceva che gli americani in realtà fanno le guerre per dare nuove idee a Hollywood.

mercoledì 24 marzo 2010

Ansia da spettatore

Ma questa firma significa che non ci saranno più film tipo John Q?

lunedì 20 aprile 2009

I fantagiochi


A tutti i fantamanager di calcio, calcio internazionale, Champions, Nba, ciclismo, tennis e non so cos'altro ancora: Joseph Lane dice che questa mania è il riflesso dei nostri tempi e dell'esasperazione per la specializzazione.

But this problem only masks a deeper one that has much more widespread ramifications. When we have (or to be more precise, we generate) this much information on a particular public activity, issue, or policy, we virtually require people to choose one area of focus and stay on it, incessantly.

Lane sbaglia completamente quando dice che il fantagiochino distrugge ogni gusto e distorce la visione per lo sport seguito in quel modo. Ma forse è solo uno stratagemma retorico per criticare qualche consulente di Obama.

martedì 7 aprile 2009

Obama ci ha preso


Aveva ragione lui

lunedì 30 marzo 2009

Vediamo se obama ci prende


No, non con il piano per venir fuori dalla crisi economica. Vediamo se Obama ci prende con i pronostici sul campionato universitario di basket.
Louisville, che il presidente vedeva in finale, non è arrivata alle Final Four di sabato e lunedì a Detroit. Ma è in piena corsa North Carolina, che il presidente ha dato per vincente (4 titoli nella sua storia, l'ultimo nel 2005).
Poi ci sono Michigan State (l'università dove giocava Magic Johnson, 2 titoli, l'ultimo nel 2000), Connecticut (un solo titolo nel 1999) e Villanova (un solo titolo nel 1985).
Villanova mi sa di Neapolis, e dunque il mio tifo va lì.
Poi quelli di Villanova si chiamano Wildcats, che fa tanto High School Musical, e così facciamo contenti pure i minorenni sul divano.
La Final Four potete guardarla in diretta qui

lunedì 19 gennaio 2009

Come se poi 3 milioni non bastassero


Secondo Vanity Fair, non solo in Italia ma anche in America, quando c'è una folla in piazza la cifra è meglio spararla grossa

In an off-hand moment six weeks ago, District of Columbia Mayor Adrian M. Fenty tossed out a guess of three to five million. As usual with the media, the three million figure quickly fell away and five million led every story for weeks, with Fenty taking a steadily increasing dose of guff.

martedì 18 novembre 2008

La mail di Obama

La storia di Guru Ray, studente dell'Università della Virginia, che nel 2004 voleva aprire a suo nome un account su Gmail, ma trovandolo già occupato scelse quello di un senatore dell'Illinois che era in tv. Si chiamava Barack Obama, e barackobama@gmail.com è stata la sua mail per anni

[dal New Yorker]

mercoledì 5 novembre 2008

Tirando Obama per la giacca


Tra i mille ottimi motivi che ci sarebbero per festeggiare la vittoria di Barack Obama, il Vaticano festeggia perché ha vinto un credente. La Russa festeggia perché Mc Cain ha riconosciuto la vittoria di Obama. La Cgil festeggia perché ha vinto un uomo che dà dignità al lavoro. Enrico Letta festeggia perché ha vinto un quarantenne. Realacci festeggia perché la sfida ambientale ha un nuovo protagonista. Beppe Grillo festeggia perché ha vinto un politico finanziato dalla rete. Emma Marcegaglia festeggia perché si possono riavviare gli investimenti. 
Mancano ancora i messaggi di felicitazione di Fassino perché ha vinto uno magro e di Colaninno perché ha vinto uno che prende l'aereo.

giovedì 28 agosto 2008