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giovedì 25 luglio 2013

Borges e il rosa del Boca

Ride, Ramòn Diaz. Guarda la nuova maglia dei rivali di sempre e ride. Ride con lui tutto il mondo del River Plate al cospetto della nuova divisa del Boca Jrs. Perché è rosa. Sfottò, gente che si dà di gomito, fotomontaggi che girano sui social network: la pantera, un tutù da ballerina, il maiale dei Pink Floyd. E quella risata di Ramòn che ha accompagnato il suo commento: "Davvero è rosa? Che carina. Dal blu e giallo passano al rosa. Carini. Aspetto di vederla...".

venerdì 9 marzo 2012

L'ultima finzione di Borges: "Chi è più grande tra Messi e Maradona"

Professor Jorge Luis Borges, ha visto di cosa parlano i giornali in tutta Argentina? 
“E’ da un pezzo che non leggo più giornali. Di che si tratta?”. 
Si chiedono se Messi sia più grande di Maradona. 
“Giovanotto, lei ha davvero fatto questo lungo viaggio per chiedermi questo?”. 
Volevo chiederle chi dei due preferisce. 
“Non mi interessa saperlo. Anzi, io credo che nessuno dovrebbe indagare dentro di sé per sapere se preferisce Messi o Maradona”. 
Perché dice così? 
“Perché la gloria è una forma di incomprensione, forse la peggiore. Dunque stiamo parlando di due incompresi. Si può scegliere un migliore fra due incompresi?”. 
Possiamo almeno parlare un po’ di calcio? 
“Il calcio mi pare una sublime forma di noia”. 
Non le piace? 
“Mi piaceva giocarlo. Però lo detesto. Voglio dirlo meglio: lo detesto perché mi piaceva giocarlo. Non so se mi segue”. 
Ci provo. 
“Il calcio è un gioco brutale che non richiede alcun coraggio speciale. Nessuno si gioca la vita. Credo che a nessuno interessi veramente il calcio”. 
Professore, il calcio è lo sport più popolare del mondo. 
“Il calcio è popolare perché la stupidità è sempre popolare”. 
E’ così che spiega gli stadi pieni? Con la stupidità? 
“Ah, ma la gente allo stadio non va mica per il calcio. Alla gente interessa solo che vinca quello o quell'altro. Non ho mai sentito qualcuno dire: sono tifoso del San Lorenzo, ma come sono contento che abbia vinto il Boca”.
Lei non ha mai avuto una squadra per cui fare il tifo? 
“Da bambino me lo chiedevano sempre. Io rispondevo che di calcio non sapevo nulla. Allora gli amici ribattevano che poiché eravamo di quel barrio là, dovevo dire che tifavo per il San Lorenzo”. 
Lei tifava per la squadra di Lavezzi? 
“Piano piano scoprii che il San Lorenzo non vinceva mai. Allora un giorno lo dissi ai miei amici, risposero che non c’entrava niente, che il fatto di vincere o perdere era secondario, e in questo avevano ragione. Dissero che potevo tifare per il San Lorenzo perché era una squadra scientifica”. 
In che senso scientifica? 
"Che non sapeva vincere. Ma che lo faceva meglio di tutti”. 
Professore, lei è morto il 14 giugno del 1986. 
“Giovanotto, lei è pedante. Conosce solo cose ovvie”.