mercoledì 23 febbraio 2011

Pronto, buongiorno, è la sveglia

E dunque bisogna alzarsi alle sei di mattina. Sarebbe questo il segnale per il presidente della provincia di Treviso di un'efficienza adeguata al modello che lui ha in mente. Se non vi alzate alle sei del mattino, orario che è esempio di virtù accostato a una presunta "razza veneta", allora non siete altrettanto degni.
Parliamone. Non per polemica.


Ma se io fossi un panettiere di Caivano, un fornaio di Aversa o un pescatore di Pozzuoli sono certo che mi alzerei anche prima delle sei del mattino. E mi farei una risata di fronte alla lezioncina del presidente della provincia di Treviso. Poi, dopo la risata, troverei comunque insensato invitare il resto del mondo ad alzarsi insieme a me alle quattro del mattino, anche se le 6 dovessero apparirmi un invidiabile orario da sfaccendati.
Del resto, pur senza essere panettieri a Caivano, fornai ad Aversa o pescatori a Pozzuoli, già molti lavoratori meridionali appartenenti a svariate categorie potrebbero bene obiettare sulle ore 20 indicate dal presidente della provincia di Treviso come giusto momento per terminare il proprio lavoro (dice: "sporcarsi le mani fino alle 20"), giacché tanti ce ne sono che proseguono oltre. Tassisti, autoferrotramvieri, camerieri, cuochi, edicolanti, operatori ecologici. Persino al sud c'è chi lavora dopo le 20. E prima delle 6.
L'obiezione vera è un'altra: ad avercelo, un lavoro. E le persone che dal sud sono andate e vanno al nord per lavoro, certo si fanno onore e si distinguono per operosità.
Ma non è il punto centrale. Perché queste sono esattamente le sterili polemiche che piacciono a certi politici del nord est, i quali dicono le peggiori cose rivolgendosi "agli amici meridionali", pronti poi a fare ipocritamente marcia indietro appena hanno fatto un po' di casino e placata la pancia razzista dei loro elettori.

Più interessante è forse opporre alla tesi di questo presidente di Treviso, e dunque a un'opinione, un paio di notizie - e dunque dei fatti - pescate fra le pagine di primo sfoglio dei quotidiani. Eccole.
Crisi libica: nel mar Mediterraneo torna l'incubo della guerra. Allertate le strutture militari. E dove sono, dove sono, queste strutture? Sono a Gioia del Colle (Bari), Brindisi, Taranto, Trapani, Augusta, Sigonella e Napoli. Dove probabilmente per garantire la sicurezza alla nazione, Veneto e provincia di Treviso compreso, c'è qualcuno che si alza anche un pochino prima delle sei.
La seconda. Bossi si augura che non arrivino profughi dalla Libia. Grrr. Eventualmente, dice, li prendano la Francia o la Germania. Grrr. Non lui. Grrr. Lui non li vuole. Grrr.
Allora.
Intanto i profughi non sono immigrati. Sono persone che hanno diritto di asilo. Il governo però parla di allarme immigrati. Dice che dal Maghreb ne arriveranno in 300mila. Lo chiamano allarme, parola che dunque porta con sé una connotazione semantica negativa. Ebbene, qual è la soluzione? Si legge che "il Viminale ha avviato una ricognizione di tutte le strutture sparse sul territorio italiano in grado di ospitarli" e che sono state "individuate tre aree militari dismesse con terreni e fabbricati tutte al centro-sud". Al centro-sud, ci tengono a farlo sapere. Uno: lui non li vuole. Due: al centro-sud. Superfluo ricordare che al Viminale c'è un ministro leghista.
Ora. Non per polemica. Ma un panettiere di Caivano, un fornaio di Afragola o un pescatore di Pozzuoli, non dovrebbero forse incazzarsi due volte a vedere ciò che dicono e fanno quelli che si alzano due ore più tardi di loro?

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3 commenti:

elena petulia ha detto...

fortuna che ci sei tu, a darci la sveglia. Ti abbraccio

ottanta/cento ha detto...

Macché. Una delle mie regole di vita è non svegliare mai chi sta dormendo. Diciamolo: la mia stizza nasce da lì.

ecudiélle ha detto...

visto che l'italia ha mantenuto regimi dittatoriali a suon di contratti gas, petrolio e atre cosine, un'invasione di profughi che vengono a chiedere il conto mi sembra il minimo.
tenendo conto che poi abbiamo speso tutti i soldi che l'UE ci ha dato per fare accoglienza in motovedette che sparino sui gommoni, beh allora siamo stati proprio scemi.

su treviso non commento. ma niente è peggio di gentilini