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venerdì 7 febbraio 2014
Trautmann, il prigioniero adottato dagli inglesi
Quando gliene parlai occhi negli occhi, Sepp Herberger fu subito drastico. Mi disse che in nazionale non poteva chiamarmi, non c’era posto per me, anche se ero uno dei migliori portieri di tutta Europa. Se avessi giocato nel campionato tedesco, ecco, forse una soluzione si sarebbe potuta trovare, o neppure, chi lo sa, lui all’inizio disse così. Forse era una scusa. Sepp non trovava opportuno che il numero uno della Germania fossi io, dopo tutto quello che era successo. Di certo non potevo immaginare che un anno più tardi la Germania sarebbe diventata campione del mondo e che io, Bert Trautmann, avrei saputo la notizia soltanto dalla radio.
mercoledì 15 gennaio 2014
Madejski, arrestato da nazisti e comunisti
Quando presi sei gol dal Brasile, credetti di poterla chiamare umiliazione. Mi sbagliavo. Fu chiaro il giorno in cui bussarono alla mia porta di casa, la Gestapo era venuta ad arrestarmi. Vennero a prendermi perché giocavo a calcio, questa era la mia colpa. Io, Edward Madejski, portiere della nazionale polacca, titolare ai Mondiali del '38. Era rimasta la mia sola squadra. Quella che amavo più di tutte, quella per cui avevo giocato cinque anni, il Wisla di Cracovia, mi aveva allontanato per aver preso le difese del mio amico Łyko, Antoni Andrzej Łyko. Una sera se n'era andato al bar ed era tornato a casa alle 4 del mattino, i dirigenti lo avevano sorpreso, eravamo alla vigilia di una partita di campionato. Lo sospesero, giustamente, ma a me non andò giù il modo in cui lo trattarono, non furono belle le parole usate.
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