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domenica 25 maggio 2014

N'Kono, il leone indomabile

nkono Appoggiai male un piede mentre arretravo e scivolai. Posso ripeterlo un altro milione di volte. In eterno. Non presi soldi dagli italiani. Sul colpo di testa di Graziani, semplicemente, scivolai.
Noi, i Leoni Indomabili. Eliminati, ma eroi. Chiudemmo il Mundial di Spagna da imbattuti. Non lo avrebbe immaginato nessuno. Eppure tutti si chiesero perché non provammo a battere l’Italia per eliminarla, perché ci accontentammo del pareggio dopo averlo raggiunto. Ci mancò la freschezza che avevamo avuto contro la Polonia, questa è la verità. Se avessimo voluto sul serio truccare la partita, avremmo approfittato di altre mille occasioni.

mercoledì 31 marzo 2010

Bell, il sindacalista del Camerun

bell Quando il mondiale in Italia cominciò, c'era un ribelle in campo che avrebbe mormorato hijos de puta e un altro in panchina che aveva già detto tutto quello che doveva. Il primo aveva il numero 10, si chiamava Diego e urlava insulti a chi fischiava l'inno argentino. L'altro aveva il numero uno, giocava nel Camerun. Ero io.
All'ultimo momento avevano deciso di lasciarmi a riposo, dovevo essere l'erede di N'Kono e invece diventavo uno da tenere in panchina. Eppure gli avevo fatto vincere le ultime due coppe d'Africa. La mia colpa: essermi messo contro i senatori del gruppo, N'Kono appunto e poi Milla, loro, quelli che dettavano regole e formazione al ct, un russo che non parlava nemmeno una parola di francese, Nepomniaschi.