mercoledì 11 marzo 2009

Contro le quote rosa


E' in corso in questi giorni a Napoli e in Campania un effervescente dibattito sulla nuova legge elettorale regionale. Le donne di Forza Italia, peraltro attraverso un portavoce uomo, fanno sapere di essere contrarie all'abolizione del listino, perché così perderebbero rappresentanza. Il listino è un elenco di nomi legato al presidente. Eletto lui, eletti loro. In sostanza è cooptazione. Come oggi per il Parlamento. Ed è il principio in base al quale la moglie di Mastella presiede l'attuale consiglio regionale in Campania.
Poi ci sono le donne del Pd. Molte sono amministratrici. Alcune si fanno chiamare assessora, salvo però scivolare su un'incoerenza linguistica evidente quando non presentano le ragazze del loro staff come "la mia braccia destra". E comunque. Anche loro chiedono che sia una legge a prevedere una presenza di donne in consiglio. Chiedono, pare di capire, una legge che preveda che siano comunque elette delle donne - ma non troppe, a loro un terzo del totale andrebbe bene - ed elette in quanto donne, cioè in quanto portatrici di una caratteristica fisica. Dunque è evidente che ce ne sono alcune che si sentono speciali per quello, sentono di potersi distinguere solo per il genere.
Il sospetto è che sia una battaglia delle poche garantite. Ma tante altre? Tutte le altre? Perché farsi mortificare così?
Potrei fare il furbo e ricordare che Napoli ha un sindaco donna da 8 anni, e sono 8 anni sotto gli occhi di tutti. Non lo farò. Conosco luoghi di lavoro in cui nessuna donna si sogna di elemosinare spazio. Se lo prendono e basta. Con il lavoro. Quando sono brave. Vedo che Joanne Kathleen Rowling e Stephane Mayer, oppure Margaret Mazzantini e Valeria Parrella, non vendono i loro libri perché una legge prevede che si debba comprare un titolo di una scrittrice ogni due titoli di uno scrittore.
E allora. Io se fossi donna, pretenderei parità in partenza, non sulla linea del traguardo. Pretenderei che il mio partito politico candidasse in lista 30 uomini e 30 donne. Così poi ce la giochiamo alla pari, e vediamo chi vince. Così potrei puntare alla prospettiva di avere un consiglio composto in maggioranza da donne (oggi a Napoli è di soli uomini): invece mi pare un obiettivo che le donne non si pongono neppure, quando brandiscono il principio della minima rappresentanza e una sensibilità tipo Quello che le donne non dicono.
Che poi, a dirla tutta, quella canzone l'ha scritta un uomo.

lunedì 9 marzo 2009

L'orizzonte senza fine


Dunque. A Rolling Stone sono in delirio, quelli di Pitchfork l'hanno bocciato.
Intanto No Line on the Horizon è il decimo album che gli U2 portano al numero uno in classifica nella loro carriera.
Certo non è Joshua Tree, e forse non ci sono pezzi che in futuro chiameremo classici. Ma al quarto ascolto, tre stelline su cinque le prende.

giovedì 5 marzo 2009

La polizza sui canestri


Se ho l'abbonamento al basket, e a un certo punto perdo il lavoro, mi rimborsano i biglietti delle partite ancora da giocare da quel momento in poi. E' una iniziativa dei Minnesota Timberwolves, ex squadra di Kevin Garnett nella Nba. Il proprietario del club che ha preso la decisione è Glen Taylor, ex senatore repubblicano dell'Idaho, fra i primi 150-200 grandi ricchi al mondo secondo Forbes. A parte il rimborso ai licenziati, l'anno prossimo mette in vendita i biglietti a 5 dollari.
Se io fossi il proprietario del Milan, lo copierei.

lunedì 2 marzo 2009

L'ultimo Wallace


Il New Yorker pubblica le prime pagine di The Pale King, il romanzo che Wallace non è riuscito a finire

febbraio, top ten








1. Beirut, March of Zapotech
2. Alela Diane, To Be Still
3. Loney Dear, Dear John
4. Dan Auerbach, Keep It Hid
5. Autori Vari, Dark Was the Night
6. Ryan Driver, Feeler of Pure Joy
7. Iran, Dissolver
8. Melinda Doolittle, Coming Back To You
9. M.Ward, Hold Time
10. JJ Cale, Roll On

LE DELUSIONI: Morrissey e Pains of Being Pure at Heart

Qui sotto i 16 pezzi passati più spesso in modalità RIPETI
[tra cui Lily Allen, il nuovo singolo di Scarlett Johansson che ci riprova, Dent May e una sfilza di italiani: Tricarico, Malyka, Arisa, Dente, Simona Molinari]



Barbara, la terribile bionda

Lunedì prossimo Barbie compie 50 anni. Dopo aver letto analisi, fenomenologie, letture, celebrazioni e paragoni con le Winx e le Witch, invoco le pari opportunità e voglio vedere chi nel 2022 si ricorderà dei 50 anni di Big Jim, più adatto ai machi seienni-settenni d'allora rispetto a quello slavatino di Ken.

[nell'immagine Big Jim versione karate che mi fu regalato nel '74 dopo un'operazione all'appendice]

domenica 1 marzo 2009

Nevada, California, 25 anni


Concittadina di Joanna Newsom, e con lei sul palco. Ora sono in tanti in giro a raccontare che To Be Still di Alela Diane è sofisticato, convincente e una delle cose migliori dell'anno. Un giorno ci mettiamo e contiamo quante sono già diventate le cose migliori di quest'anno.
Però mi associo, ci mancherebbe altro [si sente qui].

Loving music...


















... è suonare la chitarra elettrica in Congo, nel villaggio di Pinga, dove non c'è corrente elettrica

Un appassionato di antidoping

Juve-Napoli in tv

- Papi, ma dov'è Lavezzi?
- E' lì, lo vedi?
- No.
- Lì, lì.
- Non lo vedo. Ehiiiii, ho visto Hamsik.
- Sì. Hamsik.
- Papi, a proposito di Hamsik, vado a fare la pipì.

New media city


La Stampa racconta che il gruppo Totem ha disegnato la mappa di una città virtuale fatta dai nuovi media.