È il 15 agosto visto da Gianni Di Gregorio, attore e sceneggiatore (“Gomorra”), il regista esordiente più premiato della scorsa stagione cinematografica con Pranzo di Ferragosto, film in cui Gianni è costretto dall’amministratore di condominio a ospitare in casa propria tre vecchiette, tre “mamme abbandonate”, nel giorno simbolo dell’estate. Delicatezza, ironia, cinismo. Dice Di Gregorio: «È il mio destino. Se non c’è la mamma da lasciarmi, mi affidano il cane da accudire, le piante da innaffiare».
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venerdì 21 agosto 2009
Il ferragosto di Roma
Meglio la città vuota. Meglio passeggiare tra le strade deserte di Roma a Ferragosto, che combattere a colpi di gomito intorno al buffet di qualche villaggio organizzato. «Me ne sto da solo perché lavoro. Perché mi piace così. Però capisco anche la felicità fittizia di chi va da qualche parte affollata al mare. Ogni tanto si deve. Ci sono passato…».
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