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sabato 20 febbraio 2016

La filosofia, lo spogliarello e il Torino. Intervista di Sermonti a Eco sul calcio

Altrove troverete ricordi di Umberto Eco più autorevoli. Qui, nel piccolo spazio calcistico di questo blog, ho trascritto un'intervista da lui rilasciata all'Unità nel 1982, alla vigilia del Mundial che l'Italia avrebbe poi vinto a sorpresa in Spagna. A intervistare Eco sul tema calcio c'era Vittorio Sermonti, in quel momento già autore di tre romanzi, curatore per la radio delle "Interviste impossibili", successivamente poeta e insigne dantista. Dopo il Mundial, Sermonti avrebbe pubblicato un meraviglioso saggio-dossier sul comportamento tenuto dalla stampa italiana in quei giorni: "Dov'è la vittoria" (Bompiani), purtroppo fuori catalogo (si può consultare alla Biblioteca nazionale di Roma). E' questa un'intervista spesso giocata sul registro dell'ironia reciproca. 

Professor Eco, che cosa pensa Ella del Mundial, che come saprà sicuramente...
"Non so nulla".
Si tratta di campionati mondiali di calcio, che si svolgeranno in Ispagna dalla prossima settimana.
"Pur essendomi nella vita occupato di un congruo numero di cose, a salvaguardia del mio equilibrio spirituale mi sono riservato zone di assoluto disinteresse e perfetta ignoranza. Per talune, il mio rifiuto è, diciamo così, intermittente, revocabile. Per altre, stabile, eterno e metafisico".
Mi par di capire che il calcio rientra in quest'ultima sezione.
"Ha capito bene".

venerdì 5 febbraio 2010

Quando Holden era vecchio

C'è solo una persona che sa tenere il filo di un ragionamento partendo da Salinger e arrivando a Tex, passando fra il decostruzionismo e Totò Peppino e 'a malafemmena. Ed è Umberto Eco

Perché lo 'Holden' affascina i giovani americani all'inizio degli anni Cinquanta ma nello stesso periodo lascia indifferenti i giovani italiani, i quali lo scoprono solo dieci anni dopo? (...) Potrei citare molte opere che hanno ottenuto vasta popolarità e apprezzamento critico di cui non avrebbero goduto se fossero state pubblicate dieci anni prima o dieci anni dopo. Certe opere devono arrivare nel momento giusto. E dalla filosofia greca in avanti si sa che 'il momento giusto' o 'kairos' costituisce un serio problema. Affermare che un'opera appare o non appare nel momento giusto, non significa poter spiegare perché quello sia proprio il momento giusto. Si tratta di quei problemi irresolubili come predire dove sarà mercoledì una pallina da ping pong affidata il lunedì alle onde del mare.

martedì 2 giugno 2009

Il destino degli apocrifi


Un certo J.D. California ha scritto il sequel di The Catcher in the Rye, un giovane Holden 60 anni dopo. Amazon dice che sarà pubblicato a settembre in Svezia. Un po' come accadde al don Chisciotte di Cervantes con Avellaneda. O come Giorgio Celli fece qualche anno fa, scrivendo Sherlock Holmes e il caso della morte di Umberto Eco.
Solo che Salinger non vuole che il mondo legga l'anziano Holden.