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giovedì 16 luglio 2009

stranezze

Il Pd non dà la tessera a Grillo, ma alle primarie fa votare Cossiga

martedì 16 giugno 2009

Venditore di yogurt, a chi?

Corneliu Vadim Tudor è il presidente del partito dell'estrema destra in Romania. E' entrato in parlamento europeo insieme con (e grazie al sostegno di) George Becali, presidente della squadra di calcio della Steaua.
Per celebrare il loro sbarco in Europa, il quotidiano Cotidianul ha pubblicato un dizionario rumeno-inglese degli insulti che i due, un tempo avversari, si sono scambiati in patria. Una cosa che va da scimmia fulminata a venditore di yogurt.

venerdì 22 agosto 2008

Il senso del verbo abolire


C'è sempre qualcosa che spiazza nella parola abolire. Specialmente se il verbo viene usato al condizionale, un modo che il mio professore di matematica, il sardo professor Mauri, chiamava "sgarrupativo". Guastatore. Intendeva che c'è bisogno di una condizione affinché l'azione possa realizzarsi. Se la condizione non c'è, si "sgarrupa" il seguito della frase, si guasta, e se si "sgarrupa" di che cosa parliamo?
Ecco.
Quando sento "io abolirei", sto attento. Perché il condizionale getta una luce su cosa potrebbe succedere ove mai fosse realizzato il famoso "se", e dunque se il parlante davvero potesse. Soprattutto se è un potente, la cosa allarma. Se poi è il primo blogger d'Italia, ahia. Fa proseliti. E in genere "io abolirei" precede un complemento oggetto che non solo non piace a chi parla, ma che non gli è fino in fondo noto, una cosa o un fenomeno che più probabilmente non gli interessa davvero. "Io abolirei" nasce da un pregiudizio casomai da uno stato d'animo, non da un ragionamento. L'ho fatta lunga. Stringo. Perciò dire: io abolirei le Olimpiadi è deludente. E' da superficiali. Un potente non può essere superficiale. Se è per questo, io abolirei gli yacht.