
BORDIGHERA. L’UOMO che ha stupito il festival è un italiano che gira il mondo in carrozzina e domani dirigerà la Lithuanian Orchestra a Vilnius. Non aveva mai inciso un disco. È arrivato all’Ariston e i telespettatori sono passati da 11 a 13 milioni. Si è svegliato in testa alla classifica di iTunes col suo esordio ( The 12th room), ha acceso il pc e ha trovato 145 mila persone in più iscritte alla sua pagina Facebook. Ezio Bosso dal 2011 fa i conti con una malattia neurodegenerativa che agisce sui neuroni. Mercoledì era all’Ariston, suonava e sorrideva, mentre la violinista dell’orchestra in un angolo piangeva. Seduto ai bordi di una piscina a Bordighera, maglia scura e foulard coloratissimo, la mattina dopo racconta una rivoluzione. Fuma un paio di sigarette. È un uomo sereno. "Forse esiste un bisogno di ascoltare cose meno urlate e più sincere. Forse esiste una necessità di sentirsi meno Superman. Ai miei concerti vengono ragazzi giovani e anziani. Non è vero che la gente non va a sentire Bach e Chopin. C’è qualcuno a cui fa comodo raccontarlo, per paura che i giovani si accostino a certi autori. La musica è un’azione condivisa. Uno come me deve togliere la paura che ne esista di noiosa".