Diceva Gary Lineker: il calcio è quello sport che si gioca in undici e in cui alla fine vince sempre la Germania. Io della Germania ero il portiere. Ma non quella di cui parla Lineker. L'altra. La Germania dell'est. Sono nato a Zwickau, in Sassonia, la città di Schumann. Ma pochi pensavano alla musica nell'ottobre del '46: venti mesi prima a Jalta s'era deciso che la mia regione rientrasse nell'area di occupazione sovietica. Tre anni ancora, 1949, ed ero un cittadino della Repubblica democratica tedesca, la Ddr. Sono cresciuto dall'altra parte del muro, altrimenti avrei sorriso compiaciuto anch'io alle parole di Lineker. Invece io sono stato nella Germania che non ha vinto nulla. Quasi nulla. Eccetto quella partita di quel giorno lì.
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venerdì 23 aprile 2010
Croy e il giorno d'oro della Germania est
Diceva Gary Lineker: il calcio è quello sport che si gioca in undici e in cui alla fine vince sempre la Germania. Io della Germania ero il portiere. Ma non quella di cui parla Lineker. L'altra. La Germania dell'est. Sono nato a Zwickau, in Sassonia, la città di Schumann. Ma pochi pensavano alla musica nell'ottobre del '46: venti mesi prima a Jalta s'era deciso che la mia regione rientrasse nell'area di occupazione sovietica. Tre anni ancora, 1949, ed ero un cittadino della Repubblica democratica tedesca, la Ddr. Sono cresciuto dall'altra parte del muro, altrimenti avrei sorriso compiaciuto anch'io alle parole di Lineker. Invece io sono stato nella Germania che non ha vinto nulla. Quasi nulla. Eccetto quella partita di quel giorno lì.
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