Al misterioso universo che abita il profilo psicologico di un collezionista, nel tempo, si sono dedicate illustri menti. Hitchcock, Malraux, Ottanta/Cento. In principio erano i francobolli. Poi è venuta la Panini con le figurine. Dopo gli ovetti Kinder. Sono arrivati quelli delle schede telefoniche. E le maglie di calcio. E le Barbie. Io sono affascinato dalle pubblicità che in tv reclamizzano le uscite in edicola di nuove collezioni. Mi sforzo di capire, e un poco la capisco persino, la passione di chi costruisce vascelli o compra le automobiline di Formula Uno. I soldatini e i carrarmati fanno tornare bambini, le navicelle spaziali evocano Star Wars.
Ma i modellini in scala 1:43 dei più famosi trattori, chi se li compra?