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mercoledì 27 marzo 2013

Il bacio di Malerba

Una pagina, un giorno

Alle cinque e tre quarti del mattino eravamo ancora lì, dentro la mia Seicento multipla con i vetri appannati. Era il giorno 27 di marzo amoroso e ventoso di quell'anno là e il sole sorgeva esattamente alle sei e otto minuti. Era il giorno di San Giovanni Damasceno e di Santa Augusta Vergine, secondo mattutino delle tenebre, come dice il Barbanera. Quando aprii gli occhi (io bacio sempre a occhi chiusi) intorno a noi non c'era più nessuno, erano scomparse tutte le macchine, c'erano soltanto due poliziotti a cavallo. Gli uccelli si erano svegliati e cinguettavano a testa alta sui rami degli alberi, altri volteggiavano nell'aria come impazziti per la luce del giorno che stava spuntando mentre si spegnevano i lampioni comunali. Baciare è un'arte.
Un passero era venuto a posarsi sul cofano della macchina, poi era ripartito per un breve volo intorno al monumento di Garibaldi, l'eroe del nostro Risorgimento. A rigore si può dire che per tutta la notte io e Miriam ci eravamo dato un solo lunghissimo bacio.

(Luigi Malerba, Il serpente, ed. Mondadori, 1966)

lunedì 25 agosto 2008

Se ci stavamo baciando pure noi

Il Telegraph ha scelto le 50 scene cinematografiche più belle girate su una spiaggia. Non rovino la sorpresa sul vincitore, quello che a casa mia chiamavano un filmone ('nu filmone). C'è un regista italiano nei primi 5, ma non c'è in classifica la mia scena di spiaggia preferita. Che metto qui sotto.